Blitz quotidiano
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Casarano-Barletta, Delrio jr arbitro e la “Macchinazione politica”…

CASARANO, BARLETTA – Casarano contro Michele Delrio, arbitro figlio del ministro Graziano Delrio e sospettato di far parte di una “macchinazione politica”. Complotto per far vincere al Barletta il primo turno dei play-off di Eccellenza pugliese. A parlare di “macchinazione” è il presidente del Casarano, Cosimo Belisario.

Che è successo? La cronaca del match dice: Casarano-Barletta 0-1, decide un gol di Loiodice al 14′ del primo tempo. Il Casarano, arrivato davanti al Barletta in campionato, aveva il vantaggio di giocare in casa e di avere a disposizione due risultati su tre per passare il turno. Alla fine del primo tempo tante le proteste per un rigore negato da Delrio jr ai salentini di casa. Al 90′ si contano sei ammoniti e un espulso (dalla panchina, per proteste) nel Casarano. Quattro ammoniti nel Barletta.

Intanto in tribuna un giornalista di TeleSveva (tv della zona di Andria, ora provincia Bat) viene minacciato dai tifosi locali e deve interrompere la telecronaca. Si chiama Mario Borracino e lascerà lo stadio Capozza solo in tarda serata, scortato dalle forze dell’ordine.

Quindi arriva lo sfogo del presidente del Casarano Bellisario, che in un comunicato stampa attacca Michele “Billo” Delrio, uno dei nove figli dell’attuale ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. Parole che Michelangelo Borrillo del Corriere sintetizza così:

“Non vorrei che il risultato sia il frutto di una macchinazione politica a nostro danno». Che poi viene esplicitata: «È fin troppo evidente che il peso specifico della città di Barletta, capoluogo di Provincia, non può essere paragonato a quello del Casarano. Non vorrei che la designazione di Delrio (e tralascio il particolare che sia il figlio del ministro) sia stata la risultante di quella presunta macchinazione tendente a spianare la strada al Barletta”. Le accuse a Delrio jr? “Arroganza e alterigia, magari sentendosi protetto dal gran numero di agenti delle forze dell’ordine presenti allo stadio”. In concreto, il presidente del Casarano Bellisario si lamenta per sette ammonizioni, tre espulsioni dalla panchina e del suo allontanamento dalla zona limitrofa agli spogliatoi insieme al direttore sportivo.

Michele Delrio, 23 anni, è stato promosso la scorsa estate alla Cai, la Commissione arbitri Interregionale. Ha avuto un momento di notorietà quando rispose con un tweet alle parole di Papa Francesco che incontrando il ministro papà, sorridendo, gli disse che con altri tre figli avrebbe vinto il campionato: “Io però arbitro”, fu la replica di Michele.

Per la cronaca il sindaco di Barletta è Pasquale Cascella, del Pd, già portavoce dell’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il sindaco di Casarano è Gianni Stefano, di Forza Italia. Questo il testo integrale del comunicato del presidente del Casarano, Bellisario:

“Il mio potrebbe sembrare uno sfogo dettato dalla delusione e dall’amarezza scaturite al termine di una gara maledetta, invece, vi posso assicurare che quanto sto per affermare è frutto della lunga meditazione e di una approfondita analisi, di una serie di episodi che definirei inquietanti e che stento ancora a metabolizzare.

Premesso che il Casarano non ha disputato una gara all’altezza della situazione, probabilmente sentendo molto la partita e per questo, a mio avviso, piuttosto contratta e poco aggressiva; premesso tutto ciò, sono alcuni episodi verificatisi nell’arco della partita e tutti, ribadisco tutti, a danno del Casarano a lasciarmi molto perplesso e dubbioso.

Innanzitutto la scelta dell’arbitro. Appena giunto negli spogliatoi, il sig. Delrio ha subito messo in evidenza la sua arroganza e la sua alterigia, assumendo atteggiamenti e comportamenti molto distaccati. Atteggiamenti che sono stati poi replicati in campo, con una direzione di gara a dir poco discutibile. Il suo referto parla chiaro: sette ammoniti, tre espulsi dalla panchina (un calciatore, un dirigente e del medico sociale, privando anche il pronto intervento) su segnalazione del guardalinee (della sezione di Bari come l’altro suo collega…) e l’allontanamento, dalla zona limitrofa agli spogliatoi, del sottoscritto, Presidente, e del Direttore Sportivo del Casarano Calcio, negando ogni possibilità di comunicazione e gestione del proprio interno societario.

Ora passo agli episodi dei rigori non concessi, sui quali si potrà anche discutere a lungo, ma ciò che intendo mettere in risalto oggi, a mente fredda, è proprio il discutibile atteggiamento e comportamento dell’arbitro che, ne sono sempre più convinto, confortato anche dalle immagini della gara, ne ha condizionato pesantemente l’andamento e il risultato, nella partita in cui entrambe le società si giocavano tutti i sacrifici di un’intera stagione.

Non si può affidare la direzione di una partita, molto importante per il futuro delle squadre, ad un arbitro che ha palesato molti limiti, camuffandoli con atteggiamenti altezzosi e arroganti, magari sentendosi protetto dal gran numero di agenti delle forze dell’ordine presenti al “Capozza”.

Qui mi sorge spontaneo il sospetto che continua a macerarmi già fin dal termine della partita: non vorrei che il risultato maturato ieri, sia il frutto di una macchinazione politica a nostro danno. È fin troppo evidente che il peso specifico della città di Barletta (capoluogo di provincia) non può essere paragonato a quello del Casarano e, non a caso, nelle ultime gare disputate in campionato dal Barletta, si sono sempre verificati episodi piuttosto discutibili (rigori concessi ecc.), al contrario del mio Casarano che, nelle ultime gare, ha affrontato i rispettivi avversari con arbitri e assistenti appartenenti, addirittura, alla sezione di Barletta. Non vorrei che la designazione di Delrio (e tralascio il particolare che sia il figlio del ministro) sia stata la risultante di quella presunta macchinazione tendente a spianare la strada al Barletta. Sono dubbi che lanciano ombre inquietanti e che mi permetto di sottoporre all’attenzione degli organi federali che governano il calcio dilettantistico pugliese, a cui rivolgo l’invito di visionare le immagini della gara, per avere quadro completo della situazione.

Io mi auguro che non sia così, altrimenti, mi chiedo: che senso ha partecipare al campionato? Che senso ha investire denari, risorse ed impegno, se i giochi sono abbondantemente stabiliti all’inizio?”

Quanto al giornalista aggredito in tribuna, questa è la risposta del presidente casaranese ad Assostampa e Ussi, sindacati dei giornalisti che chiedevano alla società salentina di prendere provvedimenti contro i propri tifosi che avevano impedito “l’esercizio di cronaca ai giornalisti in trasferta”:

“Accetto di buon grado i giusti inviti di Ussi e Assostampa, la mia solidarietà al giornalista Borraccino stigmatizzando il comportamento dei tifosi. Vorrei però far riflettere su quanto accaduto. Per tutta una settimana il predetto giornalista di Telesveva, emittente molto ascoltata a Casarano, aveva molto poco asetticamente vaticinato di ‘andare a Casarano e fare un boccone’. Qualcuno dei tifosi non lo ha dimenticato. Stigmatizzo l’operato dei tifosi ma non accetto il resto. Si è detto che il Borraccino è stato inseguito da energumeni. Ma dove? La tribuna traboccava di gente, non era possibile far due passi. Che quei signori non avrebbero dovuto fermare il giornalista Borracino che stava facendo il suo lavoro, bene o male, siamo d’accordo, non lo siamo quando il giornalista vuol dipingere Casarano come terra di lupi. Si dica, piuttosto che, alla fine lo stesso Borracino è stato accompagnato dai carabinieri negli spogliatoi e, su intervento dei dirigenti casaranesi, fatto ripartire col pullman del Barletta”.