Champions League

Champions: Juve crolla a Barcellona, Alisson salva la Roma con l’Atletico

Champions: Juve crolla a Barcellona, Roma impatta con Atletico

Champions: Juve crolla a Barcellona, Roma impatta con Atletico. EPA/ALBERTO ESTEVEZ

ROMA – Umore diverso per Juventus e Roma al termine della prima giornata della fase a gironi di Champions. I bianconeri sono crollati in casa del Barcellona mentre i giallorossi sono riusciti a bloccare sul pareggio una squadra che negli ultimi tre anni ha disputato due finali di Champions League.

Comincia malissimo la Champions della Juventus: 3-0 per il Barcellona al ‘Camp Nou’ con un recital di Messi, in forma strepitosa, sotto gli occhi di chi vorrebbe succedergli al top del calcio mondiale, il connazionale Dybala.

La ‘Pulce’ segna una doppietta, propizia il gol del 2-0 e prende un palo per questione di millimetri. Un riscatto pieno dopo essere rimasto a secco nelle due partite della primavera scorsa, i quarti di finale che avevano lanciato la Juventus verso Cardiff, 3-0 allo ‘Stadium’ e 0-0 a Barcellona.

Gli alibi non mancano ad Allegri, che deve rinunciare per un motivo o l’altro a Chiellini, Howedes, Cuadrado, Mandzukic e Marchisio, Khedira. Ma non può preoccupare l’andamento della partita, in stile finale di Cardiff.

Un bel primo tempo, chiuso però prendendo gol proprio all’ultimo minuto, un secondo tempo da fantasmi, senza più idee e, soprattutto incapacità di reagire. C’è il solito pienone al ‘Camp Nou’, il consueto calore del pubblico blaugrana in una Barcellona inquieta per il referendum e per un nuovo allarme terrorismo, risultato poi falso.

Un furgone sospetto aveva fatto scattare l’emergenza, nella zona della Sagrada Familia, con evacuazione della metropolitana, aumentando le misure di sicurezza gia’ rigide nel pomeriggio, attorno allo stadio e in tutta la città. In campo, da subito il Barcellona dimostra di potere ripartire, con la novità Valverde in panchina e i nuovi arrivi Semedo, Dembelè e Paulinho che promettono una rinfrescata al gioco, cercando di dimenticare l’addio di Neymar.

Allegri mescola le carte e ritaglia un ‘albero di Natale’, 4-3-2-1 con De Sciglio e Alex Sandro esterni in difesa, Barzagli e Benatia centrali, Matuidi, Pjanic e Bentancur a centrocampo, Douglas Costa e Dybala dietro Higuain; Valverde conferma Dembelè sulla destra del fronte d’attacco.

Tutti si aspettano il duello tra Messi e il suo aspirante erede Dybala, invece sono Pjanic e Iniesta i primattori, da applausi per senso tattico e tecnica. La Juventus sembra destinata a proseguire la sua serie vincente contro il Barca: De Sciglio scarica un sinistro (6′) che sfiora il palo, con Ter Stegen in volo, c’è un contropiede di Dybala (9′), sinistro ben controllato da portiere del Barcellona, parata in due tempi di Ter Stegen su Pjanic.

Scorrono 20′ prima che il Barcellona arrivi al tiro, con Suarez che scarica dopo la punizione di Messi respinta dalla barriera: Buffon schiaffeggia in angolo. De Sciglio zoppica e deve uscire, sostituito da Sturaro, è il primo guaio per la Juventus: sale in cattedra Messi, duetto con Suarez e sinistro imparabile: 1-0 allo scadere, e’ una botta psicologica.

La Juventus non si riprende dallo svantaggio: il centrocampo bianconero paga dazio, Dybala, Higuain e Douglas Costa non pungono, la difesa si sgretola nel secondo tempo.

Iniesta e Messi fanno quello che vogliono, la ‘Pulce’ dopo il palo, scardina a destra, complice la resa di Alex Sandro, e propizia il raddoppio di Rakitic a porta vuota su ribattuta di Benatia dopo soli 11′.

Poi Iniesta imbecca Messi per il tris, prima di uscire tra gli applausi scroscianti del ‘Camp Nou’.

Tanto Atletico e sprazzi di Roma per un esordio Champions da dividere a metà. Finisce a reti inviolate all’Olimpico il primo match dei giallorossi nell’Europa che conta con tanti rimpianti per Simeone, altrettanti applausi per il portiere giallorosso Alisson, e un paio di proteste giallorosse su falli in area, di cui una piu’ che fondata.

Ma se a Di Francesco rimane questo amaro in bocca, la formazione di Simeone ripenserà a tutte le occasioni sprecate, soprattutto per merito di un eccezionale Alisson che ha fatto dimenticare definitivamente l’addio in estate a Szczesny.

Il portiere della Nazionale brasiliana è il vero eroe della serata meritandosi i cori a squarcia gola della Curva Sud per uno 0-0 che fa sorridere più i tifosi romanisti che quelli spagnoli, soprattutto perche’ allontana antichi fantasmi Champions.

In uno stadio non proprio delle grandi occasioni in termini di pubblico (poco più di 36.000 gli spettatori paganti), la prima azione pericolosa dopo soli due minuti di gioco è griffata Atletico: Bruno Perez perde palla in avanti e lascia sguarnita la sua fascia. I colchoneros affondano la difesa giallorossa, Saul viene servito a centro area, calcia di prima intenzione e la palla scheggia il palo alla destra di Alisson.

Dopo un primo sussulto, il match sembra già addormentarsi fino al quarto d’ora quando Defrel perde palla al limite dell’aria e l’Atletico sciupa un’altra occasione per andare in vantaggio.

L’ex Sassuolo si rifà poco dopo con un bel tiro dal limite che dà coraggio ai giallorossi che al 22′ si vedono negare un rigore per un netto fallo di mano in area di Vietto. L’arbitro serbo Mazic non vede, pur in posizione perfetta. La Roma ci crede e continua ad attaccare a testa bassa arrivando vicina al gol con un gran tiro di Nainggolan.

Pochi istanti e doppio miracolo della difesa giallorossa prima con Manolas, salvataggio sulla linea su tiro di Koke, e poi con Alisson su Griezman ad evitare il l’1-0 per gli spagnoli. Sul ribaltamento di fronte è Dzeko a mancare il gol a botta sicura di fronte a Oblak A differenza di un primo tempo equilibrato, nella ripresa è l’Atletico a prendere la partita in mano.

La Roma sembra non riuscire a oltrepassare la metà campo e solo un grande Alisson riesce a tenere a galla i giallorossi. Di Francesco prova a correre ai ripari inserendo un difensore in più, Fazio, al posto di un attacante, Defrel, trasformando il suo 4-3-3 in un abbottonatissimo 5-3-2.

La pressione degli spagnoli si fa meno insistente e la Roma riesce a mettere la testa in avanti con Perotti e Kolarov, una caduta in area ciascuna e tante proteste.

Come nel primo tempo Mazic non fischia, i dubbi restano aperti almeno nel caso del terzino serbo. La formazione di Di Francesco prova il colpaccio nel quarto d’ora finale, ma è l’Atletico nei minuti di recupero a sbagliare l’incredibile: sugli sviluppi di un calcio d’angolo Saul svetta su tutti e colpisce di testa, Alisson si supera e respinge.

Lo stesso Saul sfrutta la dormita della difesa giallorossa e si avventa sul pallone ma colpisce clamorosamente il palo da pochi passi.

Finisce così con la Sud a festeggiare il suo nuovo idolo brasiliano e gli spagnoli a mangiarsi le mani per quello che poteva essere e non è stato.

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