Stellini dimesso, avvocati in bilico. Si complica il futuro juventino di Conte
Pubblicato il 7 agosto 2012 09.58 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2012 09.59
TORINO – La certezza è che Antonio Conte non ha più un vice. Il dubbio è se Antonio Conte abbia ancora degli avvocati difensori. La considerazione è che la posizione di Antonio Conte, su cui pende una richiesta di squalifica di 15 mesi per la vicenda del calcio scommesse, si complica. E che forse anche il suo futuro “blindato” sulla panchina della Juventus torna in qualche modo in bilico.
Succede tutto nella lunga giornata di lunedì 6 agosto, nel giro di poche ore. Nel pomeriggio si chiama fuori Cristian Stellini, prima giocatore di Conte poi suo vice per due stagioni. Vice anche a Siena nella stagione delle presunte combine. Stellini accetta di patteggiare e dalla vicenda calcio scommesse esce con una condanna a due anni e mezzo. Tanti per uno che ha un ruolo il cui destino è spesso legato a quello del suo allenatore di riferimento. Così Stellini si dimette in modo “irrevocabile”. La Juve registra, prende atto e ringrazia sul suo sito ufficiale dove pubblica la lettera dell’ex vice: ”Gli eventi dell’ultimo mese mi hanno profondamente segnato. In poco tempo la mia prospettiva è cambiata: da componente dello staff tecnico della società campione d’Italia, obiettivo cui ho dedicato passione e professionalità, sono passato ad essere motivo di turbamento e di condizionamento per le persone con cui ho lavorato”.
Conte invece non si muove. Solo che in serata ne succede un’altra. O meglio si diffonde una voce poi smentita dalla Juventus. Sky racconta che gli avvocati di Conte, quelli che si erano messi d’accordo con Palazzi per il patteggiamento a tre mesi poi respinto dalla disciplinare, vogliono rimettere il mandato. Passano pochi minuti e la Juventus smentisce secca: “Notizia destituita di ogni fondamento”. Ma resta qualche perplessità, se non altro perché la linea difensiva, fino ad oggi, non ha dato gli esiti sperati. Il nome che circola per un’eventuale sostituzione dei difensori di Conte lo fa Massimiliano Nerozzi sulla Stampa, ed è quello di Giulia Bongiorno. Restano le parole dell’avvocato della Juve Michele Briamonte: “Non escludo nulla”.
In tutto questo la Juventus è a Pechino per preparare la Supercoppa Italiana. Conte non ci sarà. La domanda è un’altra: la preparazione della partita non è stata “ottimale”, la Juve ci sarà con la testa?


Io sono antijuventino e lo dichiaro apertamente ma le considerazioni che farò tra poco non c’entrano con la fede calcistica. Le persone famose e celebri sanno di costituire per gli altri un punto di riferimento e spesso vengono imitati. Naturalmente bisogna distinguere la celebrità dall’impoprtanza e dallo spessore di quella determinata persona. Si può esssere famoso in tutto ilo mondo e sapere leggere e scrivere a malapena. Spesso leggiamo che il giocatore Tizio è un grand’uomo senza che abbia fatto nulla per meritare questo appellativo, tranne eccellere nello sport, ma le due cose non sono conseguenziali. Grande atleta e piccolo uomo. Nella vicenda di Conte, a mio modestissimo avviso, si è esagerato da parte della Juventus, in persona del suo presidente, il quale ha assunto una posizione forse senza conoscere i fatti a fondo. Intanto la Juventus non c’entra niente con i fatti di cui Conte dovrà rispondere pertanto sarebbe stata necessaria una maggiore cautela da parte della società. Il patteggiamento, nei fatti, è un’ammissione di colpa, quindi chi patteggia è un reo confesso. Se Conte non ha commesso nulla, avrebbe dovuto affrontare il giudizio, magari rischiando anche di essere condannato. In tal caso sarebbe stato un grand’uomo. Saluti, Ettore.