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Coppa America: Higuain, Messi e tutte le altre stelle

ROMA – Coppa America: Higuain, Messi e tutte le altre stelle. Se la classifica Fifa non mente questa che comincia all’alba di sabato 4, con la sfida alle 3.30 ora italiana tra Usa e Colombia al Levi’s Stadium di Santa Clara, sarà la Coppa America dal più elevato livello tecnico di sempre.

La superfavorita Argentina del trio Messi-Higuain-Aguero è al numero 1 del ranking mondiale, per la gioia del suo ct ‘Tata’ Martino che crede fermamente nel successo finale in terra statunitense, mentre il Cile campione in carica è terzo (ma senza più il suo tecnico ‘guru’ Jorge Sampaoli) e la Colombia quarta.

Al settimo posto è risalito il Brasile, senza Neymar risparmiato per l’Olimpiade di Rio, mentre l’Uruguay del ct più longevo (il Maestro Tabarez guida la Celeste da dieci anni consecutivi) è nono e sogna in grande nonostante le condizioni fisiche del Pistolero Suarez non siamo buone dopo l’infortunio nella finale della Coppa del Re di Spagna.

Per la prima volta si gioca a 16 squadre, perchè questa è l’edizione del Centenario: la Coppa America è infatti il torneo per nazionali più antico del mondo, visto che si disputò per la prima volta nel 1916, quando trionfarono gli uruguayani.

Per celebrarlo nel modo migliore è stato quindi allargato a tutto il continente, con la partecipazione di team del Nord e Centro America, due dei quali, Haiti e Panama, per qualificarsi hanno dovuto giocare una sorta di playoff contro Trinidad e Cuba rispettivamente.

Per questa ‘prima volta’ fuori dal Sudamerica, come paese ospitante sono stati scelti gli Usa, che hanno messo a disposizione dieci stadi.

In più una serie di campi di allenamento: quello del Brasile è all’interno del campus dell’ateneo californiano dell’Ucla e ieri la Selecao non ha potuto effettuarvi la seduta a causa della sparatoria che ha seminato il panico e provocato due morti. Ora le autorità locali hanno rinforzato le misure di sicurezza attorno alla nazionale di Dunga.

Il quale in caso di ennesima brutta figura, dopo quelle nel girone delle eliminatorie mondiali, rischia il posto e intanto deve fare i conti con una serie impressionante di infortuni, che hanno tolto alla sua lista dei 23 Ricardo Oliveira, Douglas Costa, Rafinha, Ederson e Kakà.

Così è stato ripescato Ganso per dare creatività a centrocampo nonostante la lentezza di base di questo calciatore eterno incompiuto, mentre in attacco il ct si affida alla nuova stella Gabigol, sogno di mercato della Fiorentina, erede di Neymar al Santos e in predicato di disputare anche le Olimpiadi.

Non sembra comunque un Brasile da pole position, posizione che spetta invece all’Argentina: la generazione dei Messi e dei Mascherano non ha ancora vinto nulla e vuole dimenticare le delusioni delle finali perse ai Mondiali 2014 e alla Coppa America dell’anno scorso, a Santiago.

In più nessuno ha la sua potenza ‘di fuoco’. A impensierirla potrebbe essere soprattutto l’Uruguay, mentre il Cile sogna un fantastico bis e l’Ecuador sorpresa delle qualificazioni mondiali preferisce partire in posizione defilata.

Potrebbe far bene anche il Messico, mentre gli Usa del ct Klinsmann si affideranno all’esperienza di Howard, Bradley e Dempsey e al talento del 17enne Pulisic, nuovo gioiello del Borussia Dortmund.

Sarà anche la Coppa America degli illustri assenti, perchè è rimasta fuori, tra problemi fisici, scelte tecniche, gente del calibro di Dybala, Zabaleta, Keylor Navas, Thiago Silva, David Luiz, Marcelo, Fernandinho, Valdivia, Douglas Costa, Tevez, Neymar, Dybala, Rafinha Alcantara, Kakà, Icardi, Falcao e Jackson Martinez. Ne verrebbe fuori una squadra potenziale vincitrice della Coppa, ma chi ci sarà giura di non farli rimpiangere.

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