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“De Rossi come Sarri”: rom e sinti chiedono sia punito

ROMA – Daniele De Rossi come Maurizio Sarri: per rom e sinti il giocatore della Roma che ha insultato lo juventino Mario Mandzukic chiamandolo “zingaro di m…” andrebbe punito come l’allenatore del Napoli, a cui l’essersi appellato al collega dell’Inter Roberto Mancini chiamandolo “frocio” è costato due giornate di squalifica.

A chiederlo sono le associazioni ’21 luglio’ e ‘Popica onlus’, che rappresentano proprio rom e sinti in Italia e domandano un intervento della giustizia sportiva proprio come è avvenuto nella lite tra gli allenatori di Inter e Napoli.

In una nota riportata dal sito Redattore Sociale, le due associazioni scrivono:

L’ingiuria rivolta a Mandzukic, ripresa dalle telecamere e diffusa dai media e sul web, si connota per l’utilizzo di un linguaggio improprio e altamente offensivo che ha come conseguenza ultima quella di arrecare un danno alle persone appartenenti alla comunità rom e sinta e di contribuire a diffondere pregiudizi e stereotipi negativi nei loro confronti. La parola zingaro, infatti, è un eteronimo imposto dalla società maggioritaria nei confronti di un gruppo che non si definisce così. Il termine è percepito come offensivo dai rom e dai sinti che vivono nel nostro Paese e, nel tempo, ha acquistato una accezione fortemente negativa, paragonabile a un insulto razziale come negro, per citare un esempio”.

L’insulto di domenica 24 gennaio arriva a pochi giorni da quello rivolto da Sarri a Mancini, definito “frocio” e “finocchio”.

“Parole che, continuano le associazioni, hanno creato una forte ondata di indignazione, che sono costate al tecnico partenopeo due giornate di squalifica in Coppa Italia, sebbene il giudice sportivo non abbia considerato l’aggravante discriminatoria. Di fronte ai fatti di Torino, pertanto, Associazione 21 luglio e Popica Onlus si attendono dalla giustizia sportiva una risposta almeno dello stesso livello, in modo da scoraggiare, in futuro, comportamenti simili da parte dei protagonisti del mondo del calcio e porre un deciso argine alla diffusione di sentimenti ostili e incitanti all’odio, che non possono e non devono trovare spazio nelle cronache domenicali dello sport più amato e seguito nel nostro Paese”.

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