Blitz quotidiano
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Doping, atleti russi esclusi da Olimpiadi Rio. Mosca: “Reagiremo”

MOSCA – Gli atleti russi non potranno partecipare alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. La squalifica arrivata a novembre per le accuse di doping alla Federazione russa di atletica leggera è stata confermata dalla Iaaf e nessuno degli atleti potrà prendere parte ai giochi olimpici. Una sanzione durissima confermata dal segretario generale della federatletica russa, Mikhail Butov, e che ha generato la reazione di Mosca. Il presidente Vladimir Putin infatti nega l’esistenza di un doping “di governo” e sottolinea che non è giusto “punire gli onesti perché gli altri si sono dopati. Intanto la russa Ielena Isinbaieva, campionessa di salto con l’asta, accusa la Iaaf: “E’ una violazione dei diritti dell’uomo”.

La squalifica per gli atleti russi era nell’aria dallo scorso novembre, quando scoppiò lo scandalo doping, ma ora le durissime sanzioni sono state confermate dalla Iaaf durante il plenum a Vienna del 17 giugno per esaminare il dossier aperto msi fa. Il ministro del sport russo Vitaly Mutko ha diffuso una lettera aperta ai vertici della federatletica mondiale con la quale chiede

“che venga consentito agli atleti del suo Paese di partecipare alle Olimpiadi di Rio. La Russia ha rifondato il suo sistema di controlli antidoping e un divieto collettivo per la squadra di atletica sarebbe una punizione ingiusta, oltretutto per un problema che riguarda anche altri Paesi. Abbiamo fatto tutto ciò che ha chiesto la commissione indipendenti di controllo nominata dalla Iaaf per ottenere la riammissione alle competizioni di atletica”.

Per la Wada, agenzia mondiale antidoping, i controlli messi in atto da Mosca per i suoi atleti non sarebbero però adeguati. Mutko, che ha dichiarato che si aspettava la squalifica, ha annunciato battaglia e non è solo. La Russia si dice pronta a reagire, con la saltatrice con l’asta Isinbaieva che è pronta a rivolgersi alla Corte dei diritti dell’uomo. Anche il presidente Putin ha preso la parola e difeso la federatletica russa:

“Non possono esserci responsabilità collettive per tutti gli atleti o per gli atleti di una federazione se qualcuno ha fatto uso di sostanze dopanti, la responsabilità può essere solo individuale”.

Putin ha anche negato le accuse di doping di Stato per gli atleti russi: secondo il leader del Cremlino, il governo di Mosca non è  mai stato e “non può essere” coinvolto nell’organizzazione di doping:

“A livello di Stato noi abbiamo lottato e continueremo a lottare contro il doping nello sport”.