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Eriksson: “Mancini genio, ma il più forte è Simeone…”

ROMA – “A Shanghai vivo benissimo, ma Roma resta la città più bella del mondo e un pezzo del mio cuore è rimasto lì. Manco da almeno quattro anni, ma ho un fisioterapista italiano e con lui naturalmente si parla del vostro calcio”. Sven Goran Eriksson, l’ex allenatore della Lazio, si racconta in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport.

Sven Goran Eriksson, lo sa che proprio a Roma stasera si incontreranno da allenatori Simone Inzaghi e Roberto Mancini?
“Incredibile. O meglio no, me lo aspettavo. Quella Lazio che ho guidato fino al 2000 è la squadra più forte che ho mai allenato. Quanta personalità, quanta qualità tecnica. Cerco affettivamente di seguire tutti quei ragazzi”.

Oggi formano più di una squadra di allenatori: Peruzzi, Negro, Mihajlovic, Nesta, Pancaro, Simeone, Almeyda, Sensini, Sergio Conceiçao, Stankovic, Inzaghi, Crespo, Lombardo, Marcolin.
“Per me era bellissimo guidarli, ma anche dura lasciarne qualcuno fuori. Penso soprattutto a Simeone che era bravissimo tatticamente come centrocampista, ma avevo gente ancora più forte”.
Una volta, prima di un Feyenoord-Lazio di Champions del 2000 Simeone ci sussurrò:
“Sono in forma e se lo svedese non mi fa giocare lo ammazzo”.
Non giocò ma ammise: “Ha avuto ragione lui. La squadra ha giocato meglio”.
“Bello! Questo non lo sapevo, ma non ho dubbi che ci sia la sua essenza. Certo non era semplice gestire un gruppo con quel carattere, ma abbiamo vinto tanto, ben 7 trofei”.
Mancini era un po’ fumantino… Nonostante la stimasse brontolava sempre quando veniva sostituito.
“Dovevo foderarmi le orecchie per non sentirlo. Ma lui è un Genio del calcio e siamo grandi amici. Fin quando se la prendeva con me andava bene, solo che spesso era arrabbiato con gli arbitri”.

 


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