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Formula 1 STREAMING: guarda il Gran Premio d’Austria

Formula 1 STREAMING: guarda il Gran Premio d’Austria

Formula 1 STREAMING: guarda il Gran Premio d’Austria. Il GP d’Austria di Formula 1 – The Red Bull Ring – Spielberg – sarà trasmesso in diretta su Sky e in differita sulla Rai. Venerdì 1 luglio, alle 10, Sky trasmetterà la prima manche delle prove libere di Formula 1. Prove che saranno trasmesse in differita, alle 15,30, anche su Rai Sport 2. Sempre venerdì, alle 15.30, Sky trasmetterà la seconda manche delle prove libere di Formula 1. Seconda manche che sarà trasmessa in differita (alle 18.30) su Rai Sport 2. Sabato, 2 luglio, alle 12, con diretta Sky, la terza manche delle prove libere. di Formula 1 Terza manche che si potrà vedere su Rai Sport 2 alle 15.30. Poi le qualifiche ufficiali, sempre in diretta su Sky, a partire dalle 15,30. In differita su Rai Sport 2 alle 17.55. Domenica 3 luglio, alle 14, la gara di Formula 1. Gara che sarà trasmessa in diretta su Sky. E in differita, su Rai 2, alle 18.35.  Il GP d’Austria si potrà seguire in streaming (ma soltanto in differita) sul sito ufficiale della Rai.

La classifica piloti della Formula 1: 1 ROSBERG N. 141, 2 HAMILTON L. 117, 3 VETTEL S. 96, 4 RAIKKONEN K. 81, 5 RICCIARDO D. 78, 6 VERSTAPPEN M. 54, 7 BOTTAS V. 52, 8 PEREZ S. 39, 9 MASSA F. 38, 10 KVYAT D. 22, 11 GROSJEAN R. 22, 12 HULKENBERG N. 20, 13 ALONSO F. 18, 14 SAINZ JR C. 18, 15 MAGNUSSEN K. 6, 16 BUTTON J. 5, 17 VANDOORNE S. 1.

“Io credo ancora nel Mondiale, ci sono un sacco di gare, può succedere di tutto”: è questo il ritornello di Sergio Marchionne, del resto potrebbe dire il contrario il presidente della Ferrari? Di sicuro l’essere arrivati all’ottava gara senza una vittoria non lo fa stare bene, però si adegua considerando che si batte con una Mercedes che è probabilmente la più grande forza mai comparsa in F.1. Il confronto, arduo, lo stimola. Ma i secondi posti che un anno fa erano una mezza affermazione adesso sono una sconfitta. Tuttavia è una Ferrari migliore del 2015, benché i risultati – isolati da ogni contesto – siano più o meno gli stessi. E allora occorre spingere per compiere l’ultimo passo con lo sguardo allargato al 2017 e oltre, considerando che i successi Mercedes non sono solo il frutto di un team tecnico che funziona, ma di un sistema studiato nei dettagli e in continua evoluzione. Marchionne ne è consapevole e accetta di parlarne, svelando in che direzione sta muovendo il Cavallino.

Dottor Marchionne, cominciamo con i gran premi che la Mercedes continua a dominare, quando i piloti non sbattono tra loro: dove sta il segreto delle vetture di Stoccarda? E dove stanno i limiti della Ferrari?
“Il loro segreto è nella stabilità del veicolo. La Ferrari SF16-H è nata con idee nuove rispetto al 2015. Sulla carta, quando venne disegnata, aveva una bellezza estetica e ingegneristica che, messa in pista, ha portato a conseguenze diverse da quelle che erano attese. Stiamo cercando di domare la macchina per capire di che cosa ha bisogno per essere produttiva a livello prestazionale. È una macchina difficile, veramente difficile”.

Quando arrivò in Ferrari lei promosse le seconde linee dei tecnici, ottenendo consensi e risultati. Adesso, però, mancano le terze linee…
“Gran parte del problema è come dare la possibilità di crescere a chi è sotto l’attuale primo livello. Non manca la gente, ma far crescere i primi senza trascinarsi dietro i secondi non è una buona riflessione. La colpa è nostra, i talenti ci sono. Una delle cose che ho fatto, insieme ad Arrivabene, è stata quella di andare a conoscere tutti i ragazzi che abbiamo in azienda, gente capace che magari è nascosta o coperta. Intendiamo dare loro la possibilità di andare avanti per vedere di cosa sono capaci. Dateci tempo. Sono cambiamenti in corso”.
Ma la F.1 ha fretta, pretende subito risultati e allora forse servirebbe, in parallelo, implementare il team nelle aree deboli con tecnici di esperienza, non crede?
“Lo stiamo facendo. Abbiamo appena aggiunto Jock Clear. C’è gente che sta venendo dentro e che va a colmare lacune che avevamo dal punto di vista tecnico anche nella gestione delle gare. Vogliamo completare la squadra nella maniera ideale. La cosa importante è dare spazio ai ragazzi che sinora non sono stati utilizzati al loro massimo: è un discorso che non ha a che fare solo con Ferrari ma con FCA. È una questione di gestione delle risorse umane. Dobbiamo procedere velocemente. Purtroppo i frutti non si vedono due giorni dopo, ci vorranno settimane in modo da arrivare a portare risultati reali nel 2017″.
Intanto c’è il 2016…
“Sì, è vero. Questi sono discorsi proiettati in avanti, adesso servono risultati, il resto non conta”.
Si ha quasi la sensazione che in Ferrari manchino metodologie moderne di programmazione, che si lavori un po’ all’antica.
“Non so se all’antica ma di sicuro c’è una struttura che ha la sua età e non riflette i concetti nuovi della gestione delle risorse umane. Abbiamo comunque una grandissima azienda che crea notevoli risultati economici. Possiamo e dobbiamo migliorare. Nella nostra struttura ci sono bravi ingegneri su cui bisogna azzardare”.
Le aree che richiedono maggiore urgenza?
“Telaio e aerodinamica, cose essenziali su cui noi abbiamo sempre dichiarato di avere deficienze tecniche interne. La storia che ci sentiamo inferiori agli inglesi perché i concetti di telaio e aerodinamica sono prettamente britannici? Tutte cavolate. La Ferrari deve “internalizzare” queste deficienze, facendole diventare la propria forza”.
Sa che cosa dicono di lei, presidente? Che cava il fiato, che mette pressione alla squadra…
“Non ho mai chiesto a nessuno qualcosa che non sarei disposto a fare io. Vado alle gare per dare più respiro gli uomini. Cavafiato? Credo di avere un po’ di esperienza nel creare organizzazioni che funzionano…”.

Tornando al discorso dei giovani, in Ferrari c’è un pilota che non è più così giovane: Raikkonen starà a lungo a Maranello?
“Dipende da lui. Su Kimi non ci illudiamo, la sua continuità alla Ferrari dipende da come guida. Deve veramente far vedere che si merita una Ferrari. Altrimenti credo che sia anche scelta sua di non continuare. Arriverà pure il momento mio di andarmene, l’ho già annunciato…”.
Lascerà solo Fca o anche la Ferrari?
Risata: “Beh, adesso parliamo di altro… Se non riusciamo a dare un contributo positivo non vale la pena rimanerci e Kimi lo sa. Quindi o guida da campione del mondo che è oppure…Ma io ho la fiducia che ce la faccia. Appoggiamolo”.
Passiamo al Gruppo Fca: perché ha rimosso Harald Wester, il “papà” della Giulia?
“Perché ora serve una macchina da guerra commerciale. È bello sviluppare Maserati e Alfa, lanciare vetture nuove, poi c’è un lavoro duro da fare per gestire il gran numero di ingegneri e guidare l’azienda tecnicamente”.
È stato rimosso dalla sua posizione anche Roberto Giolito, il genio che ha inventato la nuova 500 in tutte le sue fortunate versioni: la cosa ha lasciato parecchio perplessi. Perché?
“Giolito deve svolgere un lavoro specifico nella Fca, occupandosi di un aspetto culturale importante dell’azienda, cerchiamo di non minimizzare quello che sta facendo”.