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Ferrari, è caos: da Arrivabene ai dubbi su Sebastian Vettel

ROMA – Dopo un’altra pessima gara, quella sul circuito di Montecarlo, la Ferrari si interroga. E mentre si rincorrono le voci sul possibile allontanamento di Maurizio Arrivabene, direttore del Cavallino, altri salgono sul banco degli imputati.

Molti addetti ai lavori notano come alla Ferrari manchi un direttore carismatico alla guida. Già, perché Arrivabene è un manager e un motivatore: forse, la questione è tecnica. Lo dimostra il fatto che la Rossa subisca dei cali prestazionali per improvvise perdite di grip, soprattutto in qualifica, quando nel Q3 è molto meno competitiva (o anche in gara: Raikkonen a Monaco è finito contro un muro e, al netto dell’asfalto scivoloso, non si è bene capito perché).

A Maranello, inoltre, gira un sospetto, ovvero che il simulatore con cui testare la monoposto non sia perfettamente idoneo, ovvero che non riproduca al meglio le situazioni di pista. Tutti dettagli che indicano vero la guida tecnica, dunque.

Non è tutto. Perché in Ferrari non si può fare a meno di notare come Sebastian Vettel non sia quello dello scorso anno: alla prima stagione era stato un trascinatore in grado di portare la Ferrari oltre ai suoi limiti, ora invece – sempre più nervoso – non sembra in grado di esprimere al meglio il suo potenziale e quello, comunque limitato, della monoposto. Vettel forse ha bisogno di un uomo nuovo al suo fianco che “raddrizzi” una Ferrari forte e veloce, ma malata. E di occasioni ne restano poche.

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