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Francesco Totti mesto a giornalista: “Io? Che ce fai con me”

ROMA – Un cronista gli chiede un commento sulla sconfitta della sua Roma, lui non si ferma nemmeno e lo guarda come stupito: “Io? E che ce fai con me?”, poi allunga il passo e scappa via. E’ un Francesco Totti triste e malinconico quello non solo di mercoledì sera dopo il ko in casa contro il Real Madrid, ma anche quello delle ultime giornate. Dopo lo “scherzetto” divertente a Pjanic durante la trasferta di Sassuolo il capitano giallorosso si è intristito.

Ieri sera, contro il Real Madrid, in quella che una volta era la sua patita, quella dei fuoriclasse, dei gol decisivi, delle giocate, Totti ha giocato solo 7 minuti, a risultato ormai acquisito. Troppo pochi? Doveva entrare prima? Poco importa ormai, ciò che importa è che adesso Totti quasi si stupisce se un giornalista vuole fargli due domande sulla gara o sul momento della Roma…

Matteo Pinci su Repubblica parla di “crepuscolo triste”:

Ovvio, quella frase era soprattutto un modo per dribblare i microfoni e raggiungere in fretta la moglie Ilary, che lo attendeva all’esterno dello stadio (con passaggio dalle parti della sala stampa che ha fatto sobbalzare più d’uno). Ma nascondeva anche altro. Il senso di malinconia per quel futuro che sente avvicinarsi a ogni partita: il campo sempre più lontano, le scrivanie che verranno improvvisamente ingombranti: contro quel Real che da solo aveva terrorizzato e sconfitto al Bernabeu ora può giocare la miseria di 4 minuti, gli ultimi e a risultato già acquisito. Quasi un congedo dalla Coppa, e chissà se anche lui li ha visti in questo modo. Un anno fa a questo punto ne aveva già giocati 1804 in 4 diverse competizioni segnando 7 gol, ora è fermo alla rete contro il Sassuolo a settembre.

Ma il tempo passa, oggi ogni settimana sembra un mese, i mesi anni e gli anni lustri: ogni volta è più faticoso, anche se la voglia spinge ancora. Con il Real aveva sperato di entrare in tempo per raddrizzare la partita, riaprire il discorso qualificazione, come avrebbe fatto una volta, mentre la curva nostalgica invocava il suo ingresso. Proprio quando era arrivato il suo momento, la beffa dello 0-2 di Jesé. A intristire e spogliare di senso anche quei suoi primi e forse unici 4 minuti di Champions League.

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