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Il Kosovo entra nella Uefa, e la Serbia si arrabbia

BELGRADO – La Uefa riconosce il Kosovo come Paese indipendente e ne fa il cinquantacinquesimo membro dell’Unione delle associazioni calcistiche europee. Una decisione accolta con sdegno e rabbia dalla Serbia, che insieme alle proteste ha subito annunciato un ricorso al Tribunale di arbitrato sportivo a Losanna.

Belgrado, appoggiata fra gli altri da Russia e Cina e da cinque Paesi Ue (Spagna, Grecia, Romania, Slovacchia, Cipro), non riconosce l’indipendenza proclamata unilateralmente dalla sua ex provincia il 17 febbraio 2008, e si oppone con ogni mezzo possibile all’adesione di Pristina a organizzazioni internazionali, a cominciare dalle Nazioni Unite.

Ma martedì 3 maggio, con un voto 28 a 24 e in opposizione al suo stesso statuto (secondo cui per aderire all’Uefa i Paesi devono essere membri delle Nazioni Unite), il congresso dell’organizzazione calcistica europea in corso a Budapest ha detto sì all’ingresso del Kosovo.

All’esultanza della dirigenza kosovara, che ha parlato di “giornata storica” per il giovane Paese balcanico, ha fatto eco la dura protesta della Serbia, che ha denunciato una sfacciata ingerenza della politica nello sport. Il presidente della Federcalcio serba (Fss) Tomislav Karadzic ha parlato apertamente di “sconfitta del calcio” e di una “decisione politica” che potrà avere “conseguenze imprevedibili”. “Come reagiranno i Paesi che non riconoscono il Kosovo? Come si organizzeranno gli incontri, con quale protocollo e contrassegni distintivi?”, ha detto Karadzic.

Per il ministro degli esteri Ivica Dacic, il sì al Kosovo nella Uefa è la dimostrazione che “viviamo in un mondo di interessi e di politica e non di giustizia e regole”. Ad annunciare il ricorso a Losanna sono stati il ministro dello sport Vanja Udovicic e il responsabile per il Kosovo in senso al governo di Belgrado Marko Djuric. Con l’ingresso nella Uefa il Kosovo vede ora spianata la strada anche verso l’adesione alla Fifa e alle qualificazioni per i mondiali di calcio del 2018 in Russia.


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