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Infront, Procura: “Adriano Galliani ed Enrico Preziosi si spartivano i diritti tv”

Infront, Procura: "Adriano Galliani ed Enrico Preziosi si spartivano i diritti tv"

Infront, Procura: “Adriano Galliani ed Enrico Preziosi si spartivano i diritti tv”

MILANO – Adriano Galliani, ex ad del Milan, ed Enrico Preziosi, presidente del Genoa, finiscono nel mirino della Procura di Milano. L’accusa per i due è di essersi spartiti i profitti della commercializzazione dei diritti tv in Italia e all’estero. Galliani non è indagato nell’inchiesta, ma nelle carte della richiesta d’arresto per due ex manager di Infront spunta anche il suo nome. L’ex ad del Milan ha sottolineato di non essere indagato e di essere sereno.

Secondo la ricostruzione della Procura, anche Galliani e Prezioni avrebbero fatto parte insieme ad altre persone di

San raffaele

“un’associazione a delinquere in grado di interporsi fin dal 2009 tra il mercato e le squadre di calcio, cui spettano i profitti della commercializzazione dei diritti tv in Italia e all’estero, per appropriarsi di una fetta consistente di questi”.

La richiesta di arresto dei manager Infront, il cui rigetto da parte del gip Manuela Accurso Tagano è stata impugnato dai pm di Milano Roberto Pellicano, Paolo Filippini e Giovanni Polizzi, riguarda Riccardo Silva (il fondatore nel 2004 della MP & Silva), Marco Portareli e Giuseppe Ciocchetti, ex presidente ed ex direttore generale di Infront Italy, società advisor della Lega Calcio. I tre, si legge nel capo di imputazione, avrebbero

“costituito, organizzato e gestito una associazione a delinquere finalizzata a commettere una serie indeterminata di delitti, tra i quali turbativa d’asta (in relazione ai diritti tv  per il mercato estero, ndr), autoriciclaggio, truffa aggravata, ostacolo alle funzioni di vigilanza, evasione fiscale e comunque tutti quei reati di volta in volta necessari per governare i processi di sfruttamento dei diritti audiovisivi derivanti dal gioco del calcio, con l’impossessamento di denaro che avrebbe dovuto, in un corretto regime concorrenziale, entrare nelle casse della Lega Calcio e quindi, pro quota, nelle casse delle società che vi aderiscono”.

Tale associazione per i pm “ha operato dal 2009 fino a tutto il 2015” e sarebbe stata costituita anche da Preziosi, Andrea Locatelli, ex manager Infront e altri, e si sarebbe giovata “del ruolo fondamentale svolto” dalla “società nominata advisor della Lega Calcio di serie A dal gennaio 2009 fino ad oggi”:

“Ricopre un ruolo importante nella realtà associativa – scrivono i pm – il rapporto tra Bogarelli e Galliani, dirigente del Milan Calcio e vice presidente della Lega”.

Secondo una informativa della Guardia di Finanza, riportata nella richiesta, risultano diverse telefonate intercettate che “rivelano l’esistenza di ‘rapporti e interessi comuni'” tra Bogarelli da un lato e Galliani e Preziosi dall’altro. Annotano i pm:

“Emerge in particolare la condivisione di strategie comuni…che coinvolgono il mondo del calcio. Non risulterebbero derivare esclusivamente dalla rivalità sportiva, bensì dal perseguimento di interessi economici e dalla loro tutela’”. A questo proposito nell’atto si parla di due conversazioni tra Galliani e Bogarelli che “stigmatizzano il presidente della Juventus, Agnelli”.

Adriano Galliani è stato informato del suo nome nell0inchiesta Infront dal suo avvocato, Niccolò Ghedini, e si è detto sereno:

“Sono caduto dalle nuvole, quando ho visto la notizia ho sentito il mio avvocato, Niccolò Ghedini. Mi ha confermato che non sono indagato e mi ha detto di stare sereno e tranquillo. Le intercettazioni? Ero vicepresidente di Lega, era normale che parlassi con l’advisor”.

Tra le carte dei pm, anche una intercettazione del 13 marzo 2015, riportata nella richiesta di arresto – poi respinta dal gip – della Procura di Milano nei confronti dello stesso Bogarelli e di altre due persone, il primo riferendosi al numero uno della squadra bianconera dice:

“(?)Oltre ad essere un imbecille, per altro è?cioè non è che è un genio?non lo so, poi va in Germania a sputtanare la Lega?.io adesso gli scrivo, basta, non si può avere, tutti che sputano sul calcio italiano, come si va a vendere??”. E Galliani: “Eh, sì (…) io, voglio dire, io ho dichiarato… qualcuno se mi chiede mi richiamo a quello che avevo detto quando hanno fatto quell’attacco famoso… l’ arroganza è cosa della Juventus che ad essa non sa sfuggire… commento che io ho fatto, voglio dire, loro bisogna darli… perché il signor Agnelli prende 100 milioni dalla Lega Calcio”.    Poco più avanti Bogarelli afferma: “dai un’accelerata”. Dall’ altra parte l’ex presidente rossonero: “solo sarà bene che risponda qualcun altro perché io, voglio dire, io la botta gliela do, io voglio star concentrato, la botta sarà nella ripartizione dei diritti televisivi, lì gli darò la botta… adesso chiamo Enrico che dice sempre che bisogna parlare con Agnelli”. E ancora Galliani: “adesso faccio un po’ di casino”. Bogarelli: “eh, bravo”. Galliani: “fai un po’ di casino anche tu”.

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