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Inter batte Sampdoria con doppietta di Icardi e vola in cima alla classifica

INTER-SAMPDORIA-SCUDETTO

Inter batte Sampdoria con doppietta di Icardi e vola in cima alla classifica.
ANSA/MATTEO BAZZI

MILANO – Sogno di una notte di metà autunno: in attesa di Genoa-Napoli, l’Inter con 26 punti supera la squadra di Sarri a 25 e sale in vetta alla classifica piegando 3-2 – grazie ai gol di Skriniar e alla doppietta di Icardi, prima di un finale sofferto per le reti di Kownacki e Quagliarella – una temibile Sampdoria allenata da Giampaolo che, per il momento, rappresenta ancora l’opposizione nel balletto dei ministeri del pallone.

Luciano Spalletti non è invece re per una notte ma deve soffrire fino alla fine per godersi il primato: la squadra cresce di partita in partita ma diventa vulnerabile quando abbassa la tensione nervosa, questa volta quando era forte di ben tre gol di vantaggio.

La parola scudetto però non è più solo un sussurro da queste parti: Spalletti preferisce non parlarne e si arrabbia anche quando la sente pronunciare, aggrotta lo sguardo, cambia umore e si lancia in uno dei suoi proverbiali sillogismi.

Scudetto? La domanda implica già la risposta che è negativa, altrimenti non ci sarebbe neanche bisogno di chiederlo. Piero Ausilio preferisce ripiegare per non incorrere nell’ira del sanguigno allenatore.

Dalla panchina Spalletti così può vedere un’Inter tonica che nel primo tempo fa due gol e colpisce anche due clamorosi pali: gara subito in discesa, sintomo di personalità. Da vendere ne ha Skriniar che, senza pietà ma senza esultare per rispetto, al 18′ tira il primo strattone alla squadra che fino a quattro mesi fa era sua: la sua stirata anticipa in mischia Puggioni per il gol del vantaggio, proseguendo così una settimana nata con una prova maiuscola contro Mertens.

Non manca certo di personalità nemmeno capitan Icardi, anche lui ex di serata (tanto da essere salutato in maniera poco conciliante dalla tifoserie blucerchiata) e anche lui letale in area di rigore: su tre occasioni ne capitalizza due, maledendo il palo che gli nega la tripletta e con essa la possibilità di portare il pallone a casa.

Ma il capitano nerazzurro striglia i compagni a fine gara: ”Siamo in testa al campionato ma non possiamo rischiare così, riaprire una partita che era già chiusa. In queste situazioni dobbiamo migliorare”.

I legni negano all’Inter un risultato più rotondo e un finale meno in apnea: due ne colpisce infatti anche Perisic (uno addirittura da 40 metri dopo un rinvio pasticciato dal limite di Puggioni). Alla Sampdoria non restano che le briciole e un orgoglioso arrembaggio nell’ultima mezz’ora quando l’Inter si deconcentra e finisce per pensare al posticipo di lunedì a Verona contro l’Hellas.

Brutto errore contro una squadra allenata da Giampaolo, mai doma e immagine ruspante del proprio tecnico.

Kownacki e Quagliarella sognano di rovinare la festa con Ferrero che si sbraccia in tribuna, vestendo una sciarpa a mò di copricapo, ma l’assedio della Sampdoria è tardivo. L’Inter vince e guarda tutti dall’alto verso il basso. Almeno per una notte.

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