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Mauro Icardi autobiografia: le tre pagine sugli ultras strappate dal libro

Mauro Icardi autobiografia: le tre pagine sugli ultras strappate dal libro

Mauro Icardi autobiografia: le tre pagine sugli ultras strappate dal libro (foto Ansa)

MILANO – Le tre pagine che Mauro Icardi è stato costretto a togliere dalla sua autobiografia per fare pace con gli ultras e per mantenere la fascia da capitano dell’Inter.
Ho trovato il coraggio di affrontare la Curva a fine gara, insieme a Guarin. mi tolgo maglia e pantaloncini e li regalo a un bimbo. Peccato che un capo ultrà gli vola addosso, gli strappa la maglia dalle mani e me la rilancia indietro con disprezzo. In quell’istante non ci ho più visto, lo avrei picchiato per il gesto da bastardo appena compiuto. E allora inizio a insultarlo pesantemente: “Pezzo di merda, fai il gradasso e il prepotente con un bambino per farti vedere da tutta la curva? Devi solo vergognarti, vergognatevi tutti”.

“Detto questo gli ho tirato la maglia in faccia. In quel momento è scoppiato il finimondo. Nello spogliatoio vengo acclamato come un idolo… I dirigenti temevano che i tifosi potessero aspettarmi sotto casa per farmela pagare. Sono pronto ad affrontarli uno a uno. Forse non sanno che sono cresciuto in uno dei quartieri sudamericani con il più alto tasso di criminalità e di morti ammazzati per strada. Quanti sono? Cinquanta, cento, duecento? Va bene, registra il mio messaggio, e faglielo sentire: porto cento criminali dall’Argentina che li ammazzano lì sul posto, poi vediamo. Avevo sputato fuori queste frasi esagerate per far capire loro che non ero disposto a farmi piegare dalle minacce.

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Una settimana dopo, un capo storico viene da me: pretende ancora le mie scuse”. “Non devo chiedere scusa a nessuno di voi, se vi va bene perfetto, altrimenti ciao… Oggi fra me e i tifosi della Nord c’è rispetto reciproco, come è giusto che sia. Anche loro hanno un ruolo importante per il successo della squadra…”.
Qui le pagine dell’autobiografia di Mauro Icardi.

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