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Italia fuori dai Mondiali, Abete: “Non mi dimetto e non rinnego Lippi”

Dopo la delusione dell’Italia ai mondiali c’è la conferenza stampa del presidente della Federcalcio Giancarlo Abete e del capitano della nazionale Fabio Cannavaro.

Il primo a parlare è abete: “C’e’ grande tristezza, ma abbiamo l’obbligo di ripartire, il primo luglio presenteremo Prandelli. Bisogna avviare una riflessione sulla crisi strutturale del calcio italiano”.

Abete non ha pensato alle dimissioni, perché “scegliere Lippi non è da dimissioni: è una scelta legittima da parte del presidente della Federazione”. Abete si è detto sereno per il futuro. “Non sono certo attaccato alla poltrona, rispondo alla mia coscienza”.

“Non penso sia un problema di preparazione fisica. E’ chiaro che la riflessione di carattere generale è legata alla scarsa esperienza dei giocatori a livelo mondiale”. Il presidente della Federazione ritiene che il mancato successo contro la Nuova Zelanda abbia fatto perdere fiducia ai giocatori. “Il primo tempo contro la Slovacchia – ha detto – ha lasciato tutti stupefatti. Non faccio valutazioni tecniche, ma non si è riusciti a fare neanche due passaggi. C’è stato un assoluto crollo della capacità di affrontare l’evento”.

“Si può cercare di individuare un terreno di confronto con i club per il movimento. Si può dare più forza ai settori base della Federazione, la qualità dei tecnici. Investire su formatori e istruttori”: sono le proposte del presidente federale Giancarlo Abete.

25 giugno 2010 | 11:20

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Un commento a “Italia fuori dai Mondiali, Abete: “Non mi dimetto e non rinnego Lippi””

  • salvatore scrive:

    E di Abete non vogliamo parlarne? Asserisce di aver sempre agito in buona fede e percio’ non si dimette! La nostra azienda aveva diritto ad uno sgravio fiscale e lo ha recuperato con i versamenti del 16 gennaio, termine per i versamenti riferiti all’anno precedente; ora il fisco non solo mi nega cio’ di cui avevamo diritto con la motivazione che si doveva recuperare entro “l’anno solare” ma vengo anche sanzionato con pene pecuniare ed interessi ed a nulla e’ valso proclamare la nostra buona fede per un diritto spettante! DUE PESI E DUE MISURE. Il cetriolo……………..

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