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Juventus, maledizione Champions League: nove finali giocate, soltanto due vinte

Juventus, maledizione Champions League: nove finali giocate, soltanto due vinte
Juventus, maledizione Champions League: nove finali giocate, soltanto due vinte

Juventus, maledizione Champions League: nove finali giocate, soltanto due vinte
(foto Ansa)

CARDIFF (GALLES) – Nove finali giocate, soltanto due vinte. La Champions League resta tabù per la Juventus che, anche stasera contro il Real Madrid, cade all’ultimo ostacolo e perde la quinta finale consecutiva. Quasi una maledizione, per i bianconeri, quella della Coppa dalle grandi orecchie.

Dalla prima finale a Belgrado, nel 1973, persa 1-0 contro l’Ajax (gol di Johnny Rep), alla sconfitta di Berlino, solo due anni fa, contro il Barcellona stellare, a quella di stasera a Cardiff contro il Real Madrid. L’ultimo ad alzare al cielo la coppa resta così Gianluca Vialli, nel lontano 1996, allo stadio Olimpico di Roma, al termine della roulette dei rigori contro l’Ajax.

Per la Juventus è stata la seconda Champions, ma molti suoi tifosi la considerano l’unica. Meglio dimenticare, dicono, quella vinta nel 1985 contro il Liverpool, grazie a un rigore inesistente di Platini, all’Heysel di Bruxelles. Una finale giocata per motivi di ordine pubblico, davanti a 39 tifosi juventini uccisi dalla follia degli hooligans inglesi. La storia delle finali smarrite dai bianconeri, iniziata nel 1973, e’ ricca e amara. Dieci anni dopo la prima finale, persa per un gol dell’olandese Rep, un’altra delusione, nella sfortunatissima notte di Atene, contro l’Amburgo di Magath: correva l’anno 1983.

Dopo la prima Coppa nell’85, la vittoria del 1996 illude i bianconeri che la maledizione della Champions sia ormai alle spalle. E invece ecco altre due finali gettate alle ortiche: nel 1997 contro il Borussia Dortmund (3-1) e l’anno successivo contro il Real Madrid (1-0). Cinque anni dopo, da Amsterdam a Manchester, i rigori premiano il Milan di Shevchenko.

Poi nulla per 12 anni, con Calciopoli a rendere tutto piu’ complicato per la retrocessione in serie B. Poi la resurrezione e la finale raggiunta nel 2015, sempre da Allegri, in una stagione che era stata fino a quel momento perfetta.

In molti, come oggi, avevano fatto la bocca a quel triplete che in Italia finora e’ riuscito soltanto all’Inter, in uno stadio di Berlino – quello del trionfo azzurro ai Mondiali 2006 – che sembrava fatto apposta per incoronare la Juve. Ma era troppo forte quel Barcellona, nonostante una partita combattuta e – a tratti – giocata bene.

La finale finì con le lacrime di Andrea Pirlo, uno degli eroi azzurri del Mondiale. Una Juve più sicura di sè si è presentata stasera a Cardiff ma l’esito non è cambiato. Il Real Madrid l’ha travolta con un 4-1 che non ammette repliche e allunga la maledizione bianconera in Europa.

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