Blitz quotidiano
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Mandzukic “zingaro”? Quell’esultanza da nazista…

Daniele De Rossi forse non non sa che Mandzukic era stato accusato di essere un nazista. Cioè quanto di più lontano ci sia da uno "zingaro"

ROMA – Daniele De Rossi ha chiamato Mario Mandzukic “zingaro di m…” durante Juventus-Roma 1-0, ma l’attaccante croato era stato accusato di essere quanto di più lontano da un gitano la storia e l’antropologia abbiano offerto: un nazista.

Mandzukic è croato. E con un’esultanza dopo un gol segnato con la maglia del Bayern Monaco Mandzukic è sembrato iscriversi in quella tradizione di nazionalismo e nazifascismo croato che parte durante la Seconda Guerra Mondiale (quando gli Ustascia di Ante Pavelic combatterono al fianco di nazisti e fascisti contro il regno di Jugoslavia) e arriva alla destra nazionalista odierna, che guida la Croazia (eccetto una breve parentesi di centrosinistra) da vent’anni, da quando è finita la guerra dei Balcani.

Il tutt’altro che “zingaro” Mandzukic, dopo aver segnato al Norimberga nel novembre del 2012, ha salutato la sua curva con il braccio destro teso e poi con il saluto militare. Perché? Il giorno prima erano stati assolti in secondo grado due generali croati, Ante Gotovina e Mladen Markac, imputati al tribunale penale internazionale dell’Aja e condannati in primo grado per crimini contro l’umanità, commessi durante la guerra fra Croazia e Serbia dei primi anni 90. Sotto il loro comando le forze armate croate avevano bombardato scuole, ospedale ed edifici civili per deportare i serbi che vivevano nella zona della Krajna.

Un saluto militare, un braccio teso e due generali croati assolti dall’accusa di crimini contro l’umanità. Inizialmente Mandzukic si era detto “molto perplesso di quello che è stato detto sulla mia esultanza. La politica non c’entra nulla”. Salvo poi smentirsi pubblicando sul suo sito le motivazioni della sua esultanza:

“Cari tifosi, oggi intervengo in merito alla confusione sui media. Non c’è niente di così sensazionale. Sono croato, e condivido la gioia dei miei concittadini. Il mio saluto era espressione di una emozione molto personale che ho avvertito, come tutti gli altri croati”.

“Un’emozione” che Mario Mandzukic ha espresso con una doppietta che non può lasciare dubbi: 1. Saluto fascista; 2. Saluto militare. Altro che “zingaro”.

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