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Serie A 2017-2018, la presentazione della Gazzetta dello Sport: duello Juve-Napoli per lo scudetto

Serie A 2017-2018, la presentazione della Gazzetta dello Sport: duello Juve-Napoli per lo scudetto

Serie A 2017-2018, la presentazione della Gazzetta dello Sport: duello Juve-Napoli per lo scudetto

ROMA – Torna la Serie A. Il campionato verrà aperto dai due anticipi del sabato: Juventus-Cagliari alle 18.00 e Verona-Napoli alle 20.45. Juventus e Napoli che secondo La Gazzetta dello Sport sono le favorite per la conquista del prossimo scudetto. Ecco la presentazione del campionato da parte della ‘Rosea’.

L’approfondimento sulla Juventus in un articolo a firma di Matteo Dalla Vite.
La Pozione dell’Invincibilità è roba da Asterix. E allora Allegrix – Massimiliano Allegri detto Max – mette in fila gli ingredienti base per poter aggredire l’ultraleggenda, ovvero il settimo scudetto di fila. Ed è serio. Molto serio.

«Marotta ha detto che la Juve è favoritissima? Sarà favorita se tutti, dico tutti-tutti, rimettiamo le orecchie basse e lavoriamo. Non lo è se affrontiamo la stagione con presunzione e partendo dal fatto che la Juve vince sicuro. Di sicuro non c’è niente. Perché quando credi di vincere, perdi».

L’invincibilità è roba da fumetti. Però «se una squadra è forte, se ha qualità in mezzo alla stagione nel momento di difficoltà, beh, avrà qualità in fondo alla stagione. Analogie fra questo inizio e quello di due anni fa? Ci sono. È un messaggio che mando a tutti, a me stesso e all’ambiente: per rimanere a certi livelli, la normalità deve essere quella di fare delle grandi stagioni. Se la spina è stata riattaccata? Sì: speravo di fare peggio le amichevoli, invece sono andate troppo bene…». Paradosso voluto. «Io sarò un padre-padrone? Non lo sono e non lo voglio fare. Una grande squadra ha grandi giocatori e loro devono essere responsabili, ognuno di se stesso. L’allenatore deve fare l’allenatore, non il cane da guardia».

L’approfondimento sul Napoli in un articolo a firma di Mimmo Malfitano.
Desta curiosità e interesse questo Napoli che, stasera, esordirà in campionato, al Bentegodi, contro il Verona. Pronti via ed è già una notte speciale, soprattutto per Maurizio Sarri, che festeggerà la partita numero 100 sulla panchina napoletana. Un piccolo traguardo personale, che ne gratifica il gran lavoro svolto finora.

Due anni di Napoli gli hanno cambiato la vita, probabilmente, ma non le abitudini. Sul piano professionale, s’è saputo imporre al grande calcio, tra lo scetticismo generale: le perplessità erano state tante, quando Aurelio De Laurentiis, tre estati fa, decise di affidargli il gravoso compito di succedere a Rafa Benitez, uno tra gli allenatori più vincenti in attività. Perplessità che non gli hanno creato pressioni, anzi gli sono servite per accelerare i tempi e per far conoscere alla squadra le proprie idee.

Dalla provincia alla grande città: Maurizio Sarri s’è portato dietro l’umiltà e la dedizione, tra Empoli e Napoli nulla è cambiato nei suoi metodi di allenamento, ha saputo gestire campioni del calibro di Gonzalo Higuain esaltandone al massimo le caratteristiche.

È stato sotto la sua gestione che il Pipita ha stabilito il record dei gol segnati, 36, nei campionati di serie A; che Lorenzo Insigne ha avuto una crescita importante, fino ad arrivare alla nazionale in pianta stabile; che Dries Mertens s’è scoperto centravanti, segnando 28 reti nello scorso campionato, grazie ad un’intuizione dello stesso allenatore che lo ha spostato al centro, dopo l’infortunio di Milik.

Ma, soprattutto, che il Napoli è diventato un collettivo imbattibile o quasi, che lascia tracce di se ovunque vada a esibirsi, per la qualità del gioco e per la quantità di palle gol che riesce a produrre nei 90 minuti. Oggi, il suo 4-3-3 è motivo di studio tra gli allenatori.

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