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Lanciano: 3 punti in più. Pasticcio Figc, caos serie B

ROMA – Lanciano: 3 punti in più. Pasticcio Figc, caos serie B. Parzialmente accolto il ricorso della Virtus Lanciano: la Corte Federale d’Appello Nazionale ha ridotto da 5 a 2 punti di penalizzazione (da scontarsi nella corrente stagione sportiva) per la società abruzzese, che milita nel campionato di serie B. Ridotta anche l’ammenda da 6.500 euro a 3.000 euro.

La penalizzazione si riferiva ad alcune violazioni Co.Vi.So.c. Respinto il ricorso del Martina Franca, al quale è stato confermato 1 punto di penalizzazione in classifica, l’ammenda di 3.500 euro e l’inibizione per due dirigenti per non aver documentato entro i termini alla Covisoc il pagamento di emolumenti dovuti a tesserati.

In questo modo cambia eccome la classifica del campionato di serie B: in graduatoria il Lanciano da 39 punti è risalito a 42, davanti a Modena, Salernitana e Latina che hanno gli stessi punti ma sono in svantaggio nella classifica avulsa. Alla fine del campionato, prima dei play-out per non retrocedere, mancano solo due giornate. La Gazzetta dello Sport parla di “pasticcio”.

Il Lanciano ha riavuto i punti, in sostanza, perché la Procura Figc ha commesso un errore all’atto dei deferimenti. L’a.d. Claudio Di Menno Di Bucchianico non firmò la certificazione dell’avvenuto pagamento degli stipendi in quanto squalificato; avrebbe dovuto farlo il d.s. Luca Leone, che aveva ereditato il potere di firma, ma non lo fece perché la società effettivamente non ebbe la possibilità di assolvere l’impegno.

La Procura però non ha deferito Leone, ma il solo Di Menno Di Bucchianico, quindi la Corte d’appello non ha potuto far altro che dargli ragione: la certificazione del pagamento non è stata presentata perché lui non poteva firmarla causa la squalifica. Quindi è venuta meno la recidiva dopo la precedente condanna e due punti sono stati restituiti per quel motivo: altri 2 su 5 restano perché l’altro mancato pagamento è avvenuto il 16 febbraio, a squalifica di Di Menno Di Bucchianico scaduta.

Il terzo punto invece è stato restituito perché è stata dimostrata l’effettiva rinuncia allo stipendi (con tanto di atto notarile e presenza in aula) da parte del calciatore Manuel Turchi. Il quale, per aiutare la società in difficoltà, fece il bel gesto. Ma ricordiamo che Turchi è il marito della presidente Valentina Maio. E quando il Lanciano in primo grado è stato condannato per il mancato pagamento degli stipendi al marito della presidente, l’equivoco (e l’ironia) era evidente. (Nicola Binda, Gazzetta dello Sport)