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Lazio in finale di Coppa Italia, il 3-2 non basta alla Roma

Lazio in finale di Coppa Italia, il 3-2 non basta alla Roma

Simone Inzaghi e Ciro Immobile ANSA/ANGELO CARCONI

ROMA – Un’altra rimonta fallita, dopo quella mancata contro il Lione, che le era costata l’Europa. La Roma non fa il miracolo neppure contro la Lazio, vince 3-2 (un altro successo inutile al ritorno, come quello contro i francesi) e non giocherà la finale di Coppa Italia.

Ci arriva meritatamente la Lazio di Simone Inzaghi, che festeggia cosi’ i suoi 41 anni compiuti domani. Per i giallorossi e i loro tifosi tornati in buona parte allo stadio (la curva sud del dopo-barriere era gremita) è il ko più amaro, scandito dal coro ironico “Vincerete il tricolor” della curva nord, che potrebbe avere pericolosi riflessi anche in campionato, dove c’è da difendere un secondo posto che vale l’Europa che conta e tanti milioni in più nelle casse societarie.

Ora in casa Roma ci si chiede quale sarà il destino del tecnico Luciano Spalletti, che ha ribadito la volontà di andar via senza trofei: resta solo la rincorsa scudetto, con il suo pesante -6 dalla Juve.

Il tecnico a fine partita, sul campo, appariva una statua di sale, immobile e simbolo di un’altra grossa delusione: quasi a scuoterlo è andato il collega Simone Inzaghi, che nel segno del fair play, lo ha cercato per stringergli la mano.

Di sicuro questo 20/o derby di Coppa Italia fra le due squadre romane conferma che per i giallorossi affrontare i ‘cugini’ nella seconda competizione nazionale sta diventando una maledizione, e il ricordo di questa eliminazione brucerà come la finale persa nel 2013.

La partita è stata condizionata dal gol con cui Milinkovic-Savic ha dato al 37′ pt il vantaggio alla Lazio.

La Roma reagiva pareggiando sei minuti dopo con El Shaarawy, ma la rete in apertura di ripresa di Immobile, frutto di un clamoroso ‘buco’ della difesa giallorossa, chiudeva i giochi, perchè da quel momento in poi la Roma dava la netta impressione di non crederci più, pur segnando due reti con Salah: mai doppietta è apparsa più inutile, e mai in un derby capitolino un gol del pareggio e poi della vittoria sono stati celebrati così poco.

Nemmeno l’ingresso in campo di Totti serviva a qualcosa, anzi era un’immagine malinconica in più per sottolineare l’ennesima uscita di scena.

‘Momo’ l’egiziano segnava prima ribadendo in rete un tiro di destro di El Shaarawy finito sul palo, poi superando un dribbling il portiere rivale Strakosha che non aveva trattenuto una conclusione di Nainggolan.

Ma era veramente tutto inutile, il tripudio era quello della folla laziale. Nel primo tempo la Lazio aveva avuto il merito di concedere poco campo ai rivali e di capitalizzare al massimo una delle sue rare sortite offensive.

Oltre all’occasione con Immobile in apertura, al 6′, la squadra di Inzaghi in avanti aveva fatto poco o niente ma era spietata al 37′ quando sferrava il colpo del Ko ai rivali romanisti.

Manolas appariva indeciso su Immobile che concludeva a rete costringendo Alisson a una parata decisiva, ma il portiere brasiliano nulla poteva sul tap-in di Milinkovic-Savic sul quale Parades avrebbe potuto ‘stringere’ se non fosse stato in ritardo.

La Sud di nuovo piena è rimasta nel silenzio più assoluto contrapposto al rimbombo della curva rivale, la squadra di Spalletti, nonostante il nervosismo di Paredes che trovava anche il modo di farsi ammonire, riusciva invece a reagire segnando sei minuti dopo, al 43′ con El Shaarwy, che riprendeva di prima intenzione una respinta ‘svirgolata’ De Vrij sul cross di Rudiger.

Così la Roma andava al riposo che non ci sarebbero stati supplementari e quindi le servivano come minimo altri tre gol per approdare alla finale.

Il secondo tempo serviva solo a sancire un altro fallimento della squadra di Spalletti che, a meno di un clamoroso crollo della Juve nel finale di stagione, ha buttato un’altra stagione, sempre che anche il Napoli non ci metta lo zampino.

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