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Leicester campione: da Auxerre a Verona, piccole in Paradiso

LEICESTER – Leicester campione: da Auxerre a Verona, piccole in Paradiso. Il Leicester di Ranieri rappresenta la favola del calcio ruspante e genuino che sbanca il tavolo dei ricchi.

Una rarita’, ancora piu’ eclatante nel calcio milionario del nuovo millennio. E questo perche’ quando vincono Real Madrid, Barcellona, Bayern o Juventus fanno il loro dovere, ma proprio negli anni in cui prende forza il progetto di costituire una Superlega per club milionari spunta fuori il miracolo del Leicester, il brutto anatroccolo che diventa un cigno: una provinciale che approda in Premier, il primo anno si salva e il secondo, con pochi innesti e un tecnico italiano stimato ma lasciato ai margini del calcio italiano, crea la piu’ grande sorpresa della storia della Premier. Un po’ come se in serie A si imponessero il Sassuolo, l’Atalanta o il Chievo.

Un evento raro ma non impossibile perche’ anche l’Italia ha avuto i suoi Leicester. Il paragone piu’ calzante si puo’ fare con lo scudetto del Verona operaio di Osvaldo Bagnoli 31 anni fa. Una squadra di onesti comprimari con elementi di spicco Garella, capitan Tricella, Di Gennaro, Fanna, Galderisi e i due stranieri Briegel e il bomber Elkjaer.

Una squadra entrata in simbiosi con la citta’, che ha creato un’alchimia perfetta e vincente. Ma non l’unica del calcio italiano: a parte la parentesi dei sette scudetti della Pro Vercelli e quello della Novese prima degli anni ’30, l’altro paradigma del trionfo delle piccole e’ il Cagliari di Riva e Scopigno nel 1970, l’anno dell’epopea azzurra in Messico.

Uno scudetto conquistato con le scorribande di Domenghini, le parate di Albertosi, la classe di Cera e i gol potenti e la personalita’ di Rombodituono. Piccole al potere anche in Coppa Italia: vittoria nel 1940 del Venezia di Loik e Valentino Mazzola sulla Roma, ma piu’ eclatante e’ il successo nel 1963 dell’Atalanta con una cavalcata che si conclude col trionfo per 3-1 sul Torino con una tripletta di Domenghini.

Bisogna aspettare 30 anni perche’ si ripeta un miracolo provinciale: nel 1997 l’impresa la compie il Vicenza di Guidolin che perde la finale d’andata 1-0 col Napoli ma poi stravince il ritorno 3-0. A fermarsi all’anticamera della gloria (uno straordinario secondo posto) sono stati nel dopoguerra la Triestina di Rocco nel 1948, il Vicenza di Gb Fabbri e Paolo Rossi nel 1978, il Perugia di Castagner e Bagni l’anno dopo. Se a livello di nazionali ci sono rare eccezioni (la Danimarca campione d’Europa nel 1992 e la Grecia nel 2004) piu’ frequenti le scalate avvengono nei club.

In Inghilterra sono tre gli antenati del Leicester capaci di conquistare lo scudetto: nel 1962 stupisce tutti l’Ipswich Town condotto da Alf Ramsey, poi tecnico dei campioni mondiali del 1966. Ancora meglio fa il Nottingham Forrest vincendo il titolo e due Coppe dei Campioni nel 1979 e 1980 sotto la guida di Brian Clough. Ultima sorpresa il Blackburn di Kenny Dalglish trionfatore nel 1995.

In Spagna due sole le intrusioni provinciali: nel 1981 c’e’ il miracolo basco della Real Sociedad seguito da quello nel 2000 del Deportivo La Coruna. In Germania due grandi sorprese: il Kaiserslauter di Rahhagel nel 2004 e il Wolfsburg di Barzagli, Zaccardo e Dzeko nel 2009.

In Francia poker di cenerentole : comincia nel 1996 l’Auxerre di Blanc e Taribo West condotto per 44 anni da Guy Roux, prosegue il Lens nel 1998, poi e’ la volta nel 2011 del Lilla di Rudi Garcia e l’anno dopo del Montpellier di Giroud.

Meno raro il successo delle comprimarie nelle Coppe nazionali: In Fa negli ultimi anni il Portsmouth nel 2008 e il Wigan nel 2012, in Copa del Rey il Maiorca nel 2003 e il Betis nel 2005, in Germania il Norimberga nel 2007, in Francia il Lorient nel 2002, il Sochaux nel 2007, il Guingamp nel 2009 e nel 2014.

Ma l’impresa piu’ eclatante e’ quella del Calais, squadra di dilettanti (commessi, maestri, impiegati) che nel 2000 fa sognare la Francia con una cavalcata di 10 gare che la portano alla finale persa di misura con il Nantes. Ranieri il suo sogno l’ha raggiunto: il Leicester e’ gia’ una leggenda.

La festa dei giocatori del Leicester al fischio finale.

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  • Claudio Ranieri
  • Jeffrey Schlupp
  • marc albrighton
  • Danny Simpson
  • N'golo Kainte, la diga
  • Robert Huth, il tedesco
  • Danny Drinkwater, il cervello
  • Okazaki, il giapponese volante
  • Kasper Schmeichel, il figlio d'arte
  • Wes Morgan, il capitano
  • Riyad Mahrez, il talento
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