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Luis Salom: nessun guasto, frenata tardiva. Dati telemetria

ROMA – Luis Salom: nessun guasto, frenata tardiva. Dati telemetria. Nessun guasto meccanico ma solo una frenata ritardata: è stata questa la tragica fatalità che è costata la vita a Luis Salom venerdì scorso durante le Libere del Gran Premio di Catalogna. A queste conclusioni sono giunti i periti della Sag Team che hanno rilevato, studiando i dati della telemetria della moto dello sfortunato spagnolo alla curva 12, “una frenata di 6 kmh più lenta del suo giro più veloce, a causa di un minore accelerazione in uscita dalla curva 11”.

“Nel corso delle seconde libere Luis Salom ha fatto il suo primo giro stabilendo il suo miglior tempo (1’48.608), prima di rientrare ai box per cambiare la gomma posteriore – spiega il team nella nota – Subito dopo Salom è tornato in pista e alla curva 12 è arrivato con un punto di frenata di riferimento 6 chilometri all’ora più lento del suo giro più veloce, che gli ha causato una minore accelerazione in uscita dalla curva 11.

Questo rallentamento – aggiunge il Team – lo ha portato a frenare 9 metri più avanti per cercare di mantenere la corretta velocità per la curva 12. All’ingresso di quella curva c’è una irregolarità del terreno sull’asfalto conosciuta da tutti i piloti (“bump”) e il ritardo nella frenata ha fatto sì che Luis mantenesse i freni tirati anche mentre passava sopra questa irregolarità, a differenza di quanto fatto nei giri precedenti in cui aveva invece rilasciato i freni. Tutto questo, unito a una velocità che nel suo miglio giro aveva creato uno stress alla gomma anteriore e al grip perso per l’irregolarità dell’asfalto hanno provocato l’incidente con il tragico epilogo che tutti conosciamo”.

Prima di affrontare il suo gran premio vincente Valentino Rssi aveva espresso le sue perplessità, puntando il dito contro le modifiche: “Credo che Salom abbia avuto un problema tecnico, la sua non è stata una caduta normale. La curva 12 era comunque un punto pericoloso, come si è visto negli anni scorsi con Antonelli, e l’intervento andava fatto. Sulla curva 9 invece non c’erano pericoli e chi ha fatto cambiare il tracciato ne ha tratto vantaggio”.