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Marcello Lippi, no nazionale per conflitto d’interessi

ROMA – Durante il Consiglio federale di questo pomeriggio, 7 giugno, a Roma, verrà inevitabilmente toccato anche il discorso legato a Marcello Lippi. Il ct campione del mondo nel 2006 è da tempo stato individuato da Carlo Tavecchio come direttore tecnico della Figc. Una nomina che però rischia seriamente di saltare per un conflitto di interessi che coinvolge Davide Lippi, figlio di Marcello e procuratore di giocatori importanti, fra i quali Giorgio Chiellini.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, infatti,

il regolamento Figc per i servizi di procuratore sportivo vieta infatti dal 2015 “rapporti fra procuratori e soggetti che svolgano funzioni in Federcalcio”. Più precisamente, il punto 3,2 chiarisce che “non possono svolgere l’attività di Procuratore sportivo tutti coloro che ricoprano cariche o abbiano rapporti professionali o di qualsiasi altro genere nell’ambito della Figc o delle società ad essa affiliate…”.

Si legge poi che certe restrizioni sono riferite

“alle potenziali situazioni di incompatibilità derivanti dai rapporti di natura professionale, familiare o comunque di parentela con altri soggetti che svolgano funzioni nell’ambito della Figc”.