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Michael Phelps: “Ho pensato a suicidio, non berrò più alcol”

ROMA – Due anni così infernali da averlo portato a pensare anche al suicidio. Poi la voglia di ricominciare, la battaglia vinta contro la dipendenza dall’alcool e ancora tanti chilometri da percorrere, rigorosamente in vasca. Michael Phelps, il nuotatore più forte di sempre, nonostante tutto è pronto per Rio. E’ pronto per ritoccare una bacheca da primati da brivido (22 medaglie olimpiche di cui 18 d’oro, 36 record mondiali, 26 titoli di campione del mondo).

E per arrivare a Rio in condizione ha fatto un fioretto: basta alcol. Almeno fino a Rio ma, dice ora il campione, anche dopo. Mai più alcol nella sua vita. Perché il vizio di bere l’ha portato, come ricorda la Gazzetta dello Sport, ad un passo dal baratro, dalla morte:

. E’ lo stesso campione americano che ripercorre le tappe della sua vicenda, raccontando per l’ennesima volta la sua battaglia con l’alcol e le terribili conseguenze che ha avuto sulla sua vita, di uomo e di sportivo, questa dipendenza. Il tutto confermando che “sì, ero così depresso che a un certo punto ho pensato anche al suicidio”.

Il più decorato della storia olimpica di ogni sport (…)  dopo la sospensione di sei mesi e l’addio ai Mondiali di Kazan, si rese conto che era ora di cambiare vita: arrestato nel 2004 per guida in stato ebbrezza, Phelps era stato arrestato di nuovo nel 2014 e questo secondo arresto costò la condanna a un anno di reclusione con sospensione della pena, 18 mesi di libertà vigilata e 45 giorni di trattamento ospedaliero. “Prima ancora di andare in tribunale per ascoltare la sentenza avevo deciso che non avrei bevuto nulla fino a Rio, dove sarei dovuto andare al top. Ma anche dopo Rio credo che non berrò più un bicchiere di alcol”.