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Milan, Berlusconi-Bee: mancano firme per cessione 48%

MILANO – Non ci sono firme, ancora non si parla di closing né di tempistiche precise, ma le indiscrezioni e la nota ufficiale che filtrano lasciano pensare che il faccia a faccia di questa sera fra Silvio Berlusconi e Bee Taechaubol sia servito a dare un’accelerazione alla trattativa per la cessione del 48% del Milan alla cordata guidata dal thailandese.

“I valori fissati all’inizio della trattativa restano confermati”, ossia 480 milioni, viene spiegato in un comunicato congiunto Fininvest-Taechaubol uscito due ore dopo l’inizio del vertice a Villa San Martino, in cui si aggiunge che “la trattativa proseguirà domani tra Mr Taechaubol ed i suoi advisor da una parte ed i manager Fininvest dall’altra”.

Nel pomeriggio Berlusconi ha ricevuto i due ad, la figlia Barbara e Adriano Galliani, e i manager di Fininvest ma solo, secondo quanto filtra, per preparare il cda di domani, incentrato su sostenibilità e rapporti con la Uefa.Poi si è preparato all’incontro con il thailandese, l’ad di Fininvest Pasquale Cannatelli, il dg Danilo Pellegrino (che più da vicino ha seguito la trattativa) e Alessandro Franzosi, direttore business development della holding che controlla il club.

In arrivo da Dubai, Taechaubol è atterrato verso le 19.30 a Malpensa e (accompagnato da Licia Ronzulli, esponente di Forza Italia da sempre mediatrice fra le due parti) verso le 21 ha varcato i cancelli di Villa San Martino, dove per la prima volta si presentò nel dicembre del 2014 per conoscere l’ex premier e illustrare il suo piano.

Tredici mesi più tardi, il negoziato era a un bivio: o si accelera o rischia di saltare, era lo scenario descritto prima del vertice, fissato con l’obiettivo di approfondire e trovare la sintesi su almeno un paio di temi delicati emersi dopo gli ultimi appuntamenti in Cina, in cui Mr Bee ha presentato a Fininvest il secondo socio cinese top secret che compone la cordata con Citic Bank (si parla anche di un intervento del governo indonesiano).

Non era chiaro ancora se il thailandese avesse raccolto tutti i 480 milioni di euro pattuiti a fine settembre, si parlava di una sorta di caparra e veniva sottolineata l’intenzione di Berlusconi di non cedere la maggioranza se e nel giro di un paio d’anni avverrà la quotazione su una Borsa asiatica. Come successo più volte durante la trattativa, l’incontro fra i due principali protagonisti sembra aver prodotto una svolta.

Secondo alcune indiscrezioni restano da sistemare dei dettagli, secondo altre i tempi non saranno brevissimi. Intanto è confermato il feeling fra Taechaubol e Berlusconi, entrambi convinti delle potenzialità commerciali ancora inesplorate del marchio Milan in Oriente.

Nei piani c’è anche la quotazione su una Borsa asiatica, ma serviranno almeno un paio d’anni: prima è necessario ottenere risultati commerciali importanti in Asia e riconquistare il palcoscenico della Champions League. Il secondo è l’obiettivo di Sinisa Mihajlovic che, salvo cataclismi, porterà a termine la stagione.

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