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Milan, closing. I precedenti di Li: progetti mai realizzati, fratelli condannati…

Yonghong Li e Berlusconi

Yonghong Li e Berlusconi

MILANO – Ora è ufficiale: il closing per la vendita del Milan ai cinesi, previsto per il 3 marzo, è saltato ed è slittato a data da destinarsi. Intanto dalla Cina spuntano dettagli, inquietanti, su Yonghong Li. Il Shanghai Zhengquan, quotidiano finanziario fondato nel 1991 e di proprietà della Xinhua (Nuova Cina), agenzia di Stato e colosso dell’informazione cinese, riporta — l’articolo è stato pubblicato il 23 novembre scorso — un profilo del “misterioso compratore del Milan”.

Ecco la traduzione del Corriere della Sera:  Stando al quotidiano, Yonghong Li alla fine degli anni Novanta è stato al centro di una colossale truffa ai danni di 18 mila risparmiatori che pensavano di investire nell’«economia del futuro» (agricoltura sostenibile) e invece hanno visto dissolversi tutti i loro soldi: un totale di 800 milioni di yuan (circa cento milioni di euro). La società coinvolta, la «Sanda zhuangyuan» aveva come amministratori Yonghong Li, il padre, Naizhi Li, e i fratelli, Hongqiang Li e Yongfei Li. Per la cronaca, i due fratelli di Yonghong sarebbero latitanti dal 2004 dopo una condanna al carcere per truffa. Conclude amaro il giornale cinese: “Ma che futuro può offrire al Milan un personaggio così?”.

Ma questa non è l’unica ombra sulla carriera di Yonghong Li. Il Corriere della Sera poi cita un’altra fonte: Xinhua. Nel 2015 sempre una società legata a Yonghong Li, la Long Gu International, ha inscenato a Canton la firma di un memorandum di intesa tra Thailandia e Cina per realizzare un canale artificiale del valore di 85 miliardi di dollari. Firma poi smentita da entrambi i governi.

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