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Berlusconi vs Cerci. E al tifoso: Lei non sarebbe incazzato?

Berlusconi vs Cerci. E al tifoso: Lei non sarebbe incazzato?

Milan – Atalanta
Silvio Berlusconi, Matteo Salvini, Barbara Berlusconi e il fidanzato Lorenzo Guerrieri
(Foto LaPresse – Spada)

DESIO, MILANO – Il Milan fa “incazzare” Silvio Berlusconi, che non risparmia frecciate ad Alessio Cerci e a Zapata, il difensore centrale. All’Eurotaverna di Desio, dove era a cena con alcuni praticanti di Forza Italia, Berlusconi si è esibito nel suo repertorio classico, buono in politica come nello sport: risultare simpatico scaricando le colpe su qualcun altro. Classifica di serie A.

“Perchè stiamo riprendendo Boateng? – Ha risposto a un tifoso che lo punzecchiava – perché secondo lei è meglio Cerci?“. Stessi toni riservati a Zapata: “Lei mi dice che Zapata è inutile? Beh, non lo dica a me…”. Un modo per dire che l’ex nazionale azzurro e il nazionale colombiano sono sulla lista dei partenti nel mercato di gennaio.

Ai tifosi rossoneri che vogliono capire che Milan sarà nel 2016, alla dirigenza che vorrebbe centrare l’obiettivo del terzo posto che significa Champions League, Berlusconi risponde con una battuta, “a nuora perché suocera intenda”.
“Io sono sempre innamorato, pensi lei che quest’anno ho speso 150 milioni (cen-to-cin-quan-ta-mi-lio-ni scanditi con le mani a megafono intorno alla bocca). Non so quando ritorneremo a vincere. Lei non sarebbe incazzato al posto mio?

Dal 2008 il Milan non ha più un presidente. Berlusconi è rientrato nel 2012 col ruolo ambiguo di “presidente onorario”. Fallimentare è stata l’idea di affidare il Milan all’erede Barbara Berlusconi. E i tifosi rossoneri sono anni che si chiedono cosa vuole fare da grande il fondatore di Fininvest e Forza Italia. Se insomma nei suoi impegni futuri ci sia ancora posto per la squadra che sotto la sua presidenza ha vinto 8 scudetti, 5 Coppe dei Campioni-Champions League, 4 Coppe intercontinentali, 6 Supercoppe europee, 5 Supercoppe italiane e una Coppa Italia.

Intanto è rinviato al 2016 l’accordo con “l’ufo” thailandese Bee Thaechaubol, che fatica a trovare i 480 milioni di euro con i quali dovrebbe rilevare il 48% delle azioni dell’A.C. Milan, lasciando tra l’altro la maggioranza a Fininvest. Annunciato in estate, rinviato in autunno e poi “entro Natale”, il patto col mister X dell’estremo Oriente non è ancora stato siglato.

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