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Lucas Biglia non vuole sentir parlare di scudetto: “Pressioni inutili per il Milan”

Lucas Biglia non vuole sentir parlare di scudetto: "Pressioni inutili per il Milan"

Lucas Biglia non vuole sentir parlare di scudetto: “Pressioni inutili per il Milan”

MILANO –  Il valore reale del Milan si potrà iniziare a intuire dopo la sfida di domenica con la Lazio. Ne è convinto Lucas Biglia, che si prepara alla prima da titolare in rossonero, pronto ai fischi dei suoi ex tifosi.

“Non mi aspetto sicuramente una bella accoglienza, ma non mi farà cambiare il pensiero che ho della Lazio”, ha chiarito il centrocampista, che ha chiuso un cerchio, undici anni dopo la sua partita a San Siro, firmando con il Milan.

“Il calcio ha mostrato in questi anni che i meriti non servono, servono i risultati. Se oggi mi trovo qui, in una grandissima squadra a livello mondiale, ho fatto le cose bene. Era quello che volevo, spero dare il meglio di me”, ha raccontato il trentunenne, che ha scelto il numero 21 di Andrea Pirlo (“Quando lo affrontavo lo vedevo come un super eroe”) e si dice “infastidito” dalle critiche sulla sua tenuta fisica:

“Ho avuto solo tre infortuni muscolari, gli altri sono stati provocati da traumi, non è questione di fragilità. E poi – ha aggiunto il giocatore, reduce dagli impegni con l’Argentina – ho sempre recuperato prima del previsto”. E’ successo anche in occasione dell’ultimo stiramento, che ha fatto slittare la prima partita da titolare rendendola ancora più suggestiva.

“La Lazio ha vinto la Supercoppa contro la Juve, è forte quanto prima se non di più – ha osservato -. E’ una delle squadre che ha preceduto il Milan l’anno scorso, domenica potremo avere la misura di dove siamo e dove vogliamo arrivare”. Per ora Biglia non si spinge a definire il Milan da scudetto.

“Il primo obiettivo della società è arrivare in Champions. Quando vedi la rosa vengono fuori certe ambizioni ma – ha frenato – non possiamo metterci altre pressioni che non servono. Dopo due giornate non si può parlare di scudetto, a marzo inizieranno le sfide decisive. Comunque la Juve è ancora la squadra da battere”.

Vede tanta qualità nel Milan anche Rino Gattuso, a cui la squadra rivoluzionata da Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli ricorda “quella degli anni di Ancelotti, quando ogni estate arrivavano giocatori coi piedi buoni, e c’erano pochi incontristi. E Kessie è molto più forte di me, ha più qualità e gol”, ha notato l’ex centrocampista, “con il formicolio alla pancia” alla vigilia del debutto alla guida della Primavera rossonera:

“E’ un campionato molto difficile. Ci sono squadre che hanno speso 10-12 milioni di euro, tre o quattro potrebbero vincere in Lega Pro. La mia più grande responsabilità è mettere i ragazzi in condizione di non fare figuracce. Qualcuno ancora non ha capito che campionato farà: qua ci sono tre retrocessioni”.

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