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Milan ai cinesi. Ecco chi c’è dietro alla cordata di Changxing

Milan ai cinesi. Ecco chi c'è dietro alla cordata di Changxing

Milan ai cinesi. Ecco chi c’è dietro alla cordata di Changxing

PECHINO – Alla fine il Milan di Silvio Berlusconi è diventato cinese, proprio come l’Inter. Sembrava che niente si muovesse, che la trattativa si fosse arenata, e invece, all’improvviso, la cordata di imprenditori asiatici riunita in una società costituita ad hoc ha rilevato il 99,93% del club.

Il preliminare di vendita è stato firmato a Milano, poi i manager Fininvest e quelli cinesi si sono trasferiti a villa Certosa, in Costa Smeralda, per andare da Berlusconi, definire l’accordo e dargli una rassicurazione: resterà presidente onorario.

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Ma chi c’è dietro alla cordata che ha rilevato il Milan, la Sino-Europe Sports Investment Management Changxing? Prova a spiegarlo Paolo Salom sul Corriere della Sera.

La Sino-Europe Sports Investment Management Changxing Co. Ltd. è gestita da Li Yonghong (il presidente) e Han Li, l’amministratore delegato che ha firmato il preliminare d’acquisto.

Ma che non è mai comparsa nelle cronache. Nel comunicato del Milan, fatto molto interessante, oltre alla Changxing, si fa esplicito riferimento a una compagnia di proprietà statale (è la Sdic, State Development & Investment Corporation, la più grande della Cina) e a Haixia, anche questa società di capitale pubblico, e ad altri «investitori», per ora anonimi ma legati anche loro (almeno alcuni) al governo.

Dunque di chi sarà veramente il Milan? Difficile capire qualcosa della società che, di fatto, diventa la principale proprietaria della squadra che per un trentennio è stata il fiore all’occhiello della famiglia Berlusconi. Se non altro perché sembra sia stata costituita proprio per questo affare, il 26 maggio scorso, con un capitale sociale di cento milioni di yuan (13,7 milioni di euro). Evidentemente il Cavaliere ha ricevuto sufficienti garanzie: in poche parole, denaro pubblico e manager di sicura provenienza.

Ma chi avrà lo scettro del comando? (…) Fino a pochi giorni fa, l’affare sembrava essere nelle mani di Vincent Zheng e Sonny Wu e del fondo Gsr (Golden Sand River). Poi era entrato in campo il colosso Fosun del magnate Guo Guangchang. Infine il colpo di scena e la firma con la Changxing, società di cui nessuno, in Cina, ha sentito parlare.

(…) Una cosa è certa: dietro alla passione dei cinesi per le squadre italiane c’è il presidente Xi Jinping, vero appassionato di calcio e deciso a elevare la qualità di questo sport nel Paese.

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