Blitz quotidiano
powered by aruba

Milan, Cristian Brocchi si sfila. Ma Berlusconi prende tempo

MILANO – Ha atteso quasi un mese tenendo un basso profilo poi, a cinque giorni dalla scadenza del suo contratto, Cristian Brocchi ha provato a smuovere le acque. Così ha deciso di rimettere il suo mandato di allenatore del Milan nelle mani di Silvio Berlusconi, il presidente che a metà aprile lo ha promosso dalla Primavera dopo l’esonero di Sinisa Mihajlovic e che lo vorrebbe confermare, sia alla guida di un progetto autarchico, sia se dovesse andare in porto la cessione ai cinesi, che però hanno altre preferenze.

Il passaggio di proprietà resta possibile ma non scontato. Berlusconi, ancora in ospedale dopo l’intervento al cuore, viene descritto convinto a cedere la maggioranza del club ma, in attesa della stesura definitiva del contratto preliminare, non ha ancora preso una decisione definitiva. E lo scenario è reso più intricato, se non caotico, dalle vicende degli ultimi giorni.

Giovedì c’è stato l’accordo con Gianluca Lapadula, voluto da Berlusconi e dall’amministratore delegato Adriano Galliani più che dai potenziali nuovi soci. L’indomani i cinesi hanno preteso regole di ingaggio chiare per condividere le mosse di mercato nel periodo di transizione, e poi si è deciso di alzare l’asticella, trattando sull‘80% del club e non solo sul 70%. Infine la mossa di Brocchi, che avrebbe spiegato a Berlusconi di non sentire in questo momento le condizioni ideali per lavorare.

L’ex mediano (che a metà giugno ha pianificato con Galliani il raduno a Milanello per il 7 luglio) potrebbe essere stato spinto dalla necessità di chiarezza, anche per valutare eventuali offerte, ad esempio dal Brescia, in Serie B. Oppure avrebbe provato a fare uscire allo scoperto Berlusconi, che intanto gli avrebbe ribadito la propria stima, ‘congelando’ le dimissioni per un paio di giorni, durante i quali proverà a convincere il consorzio orientale a puntare ancora su di lui.

I cinesi preferiscono un’altra soluzione, possibilmente di caratura internazionale come Frank De Boer, ma non hanno scartato Marco Giampaolo, caldeggiato da Galliani. A metà della prossima settimana il rebus verrà risolto ed è atteso per il primo luglio l’annuncio del titolare della panchina. Il risultato sarà un indicatore chiaro del futuro del Milan.