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Milan, l’offerta di Alibaba. Stavolta Berlusconi dirà sì

MILANO – Da Silvio Berlusconi a Alibabà. Il destino del Milan sembra tracciato e sembra portare diritto in Cina. Perché dietro la cordata che punta a comprare il club di Berlusconi (70% subito, restante 30% dopo un anno) c’è l’imprenditore cinese Jack Ma, 52 anni, proprietario di Alibabà, re dell’e-commerce in Cina e comproprietario del Guangzhou Evergrande.

Jack Ma è l’uomo che ha voluto Marcello Lippi sulla panchina del Guangzhou e ora, ironia della sorte, potrebbe essere proprio Lippi l’uomo del rilancio del Milan cinese. Berlusconi, scrive Repubblica, si sarebbe in qualche modo rassegnato davanti alla necessità della cessione. Il punto sono le cifre. Perché Alibabà offre 500 milioni. Esattamente la metà della presunta (molto presunta) offerta del fantomatico Mister Bee con cui Berlusconi è stato in trattativa per mesi senza mai arrivare a dama. Qualcosa di serio, però, stavolta sembra esserci. Scrivono Enrico Currò e Luca Pagni che Jack Ma

il capo della cordata che entro la fine della settimana dovrebbe ottenere da Silvio Berlusconi il via libera per l’acquisizione della maggioranza delle quote azionarie del Milan. Anche l’ex ct campione del mondo entrerebbe nell’operazione, come garante tecnico sportivo: per Lippi è pronto il ruolo di direttore tecnico. L’esito della trattativa resta soggetto all’assenso del proprietario del Milan: non ha ancora sciolto i dubbi sulla formula dell’operazione – il 70% delle quote subito ai cinesi e il restante 30 entro un anno – che dopo 30 anni di regno segnerebbe la fine di un’era. Ma anche se la valutazione complessiva del club, secondo fonti finanziarie, sarebbe la metà esatta di quella ipotizzata nella nebulosa transazione fuori mercato mai portata a termine col broker thailandese Bee Taechaubol (un miliardo di euro, contro i circa 500 milioni della cordata oggi in corsa), l’offerta ha superato il vaglio di Fininvest, la holding della famiglia Berlusconi.

Sempre Repubblica fa un breve ritratto dell’uomo di AliBabà

Fondatore nel 1999 di Alibaba, l’azienda che in pochi anni gli ha permesso di scalare la classifica degli uomini più ricchi del mondo grazie all’intuizione del commercio via internet su un mercato con 632 milioni di utenti, Jack Ma ha presto intuito il formidabile potenziale del calcio. Dopo avere investito nel 2014 ben 192 milioni di dollari nel Guangzhou, un marchio sportivo di successo che con Lippi ha vinto tre titoli nazionali e la Champions d’Asia, ha deciso di puntare sull’Europa e in particolare su un club famosissimo e di sicura presa presso i tifosi asiatici, per il quale Berlusconi cerca ormai da tempo soci. “Il calcio fa la felicità delle persone”, è lo slogan che viene attribuito sul tema all’immaginifico uomo d’affari, a capo di una vera macchina da soldi: la compagnia Alibaba group comprende infatti Taobao (l’ebay cinese), Aliplay (sistema di pagamento elettronico), Weibo (il Twitter di Cina) e Alibaba pictures (3 milioni di dollari di investimenti nel settore cinematografico). Il progetto di sbarcare in serie A prevede anche la realizzazione di un nuovo stadio.

 

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  • Milan, l'offerta di Alibaba. Stavolta Berlusconi dirà sìMilan, l'offerta di Alibaba. Stavolta Berlusconi dirà sì (nella foto Jack Ma)
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