Blitz quotidiano
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Paolo Berlusconi: “Milan venduto al governo cinese”. Cioè ai comunisti…

MILANO – Da Silvio Berlusconi ai comunisti. Questo è, a detta di Paolo Berlusconi, il destino del Milan. Perché, spiega il fratello di Silvio Berlusconi in un’intervista a Telelombardia, dietro alla cordata cinese che ha comprato il club ci sarebbe proprio il governo cinese. Spiega Paolo Berlusconi che un po’ di mistero sulla cordata c’è. Ma la sua è una spiegazione tutta tesa a tranquillizzare i tifosi, irrequieti dopo un mercato di bassissimo profilo e scossi da un avvio di stagione decisamente deludente con ben due sconfitte in sole tre partite:

“Quando si ha a che fare con investitori stranieri c’è sempre un po’ di mistero, ma in questo caso ci sono anche fondi statali. La Cina sta spingendo molto sul calcio, il presidente cinese ha intenzione di investire nello sport per dare ai ragazzi cinesi questa nuova possibilità verso una democrazia più aperta e vorrebbero portare anche i Mondiali in Cina. Per questo vogliono aumentare il culto del calcio e le loro ambizioni sono alte. La nostra tranquillità deriva da questo: non c’è un personaggio, ma il governo si fa portavoce di questi valori”.

Insomma Silvio Berlusconi avrebbe venduto il Milan al governo cinese. A quei comunisti che politicamente ha combattuto (e sistematicamente indicato come avversari politici) per oltre venti anni. Ma il calcio è altra cosa. Sempre a Telelombardia Paolo Berlusconi confessa che, con la cessione, la famiglia smetterà di fatto di avere un ruolo decisionale di rilievo nel club. Resterà il solo Berlusconi come presidente onorario. Una carica sostanzialmente di mera rappresentanza:

“Non esiste una proprietà che ha cambia gestione con personaggi imposti dall’interno da chi ha venduto. Silvio rimarrà come presidente onorario. Spero che i nuovi proprietari continuino su questa strada”.