Napoli

Milik: “Il calcio a Napoli è religione. Mi hanno consigliato di non girare con oggetti di valore”

Milik: "Il calcio a Napoli è religione. Mi hanno consigliato di non girare con oggetti di valore"

Milik: “Il calcio a Napoli è religione. Mi hanno consigliato di non girare con oggetti di valore” (Ansa)

NAPOLI – Arkadiusz Milik, attaccante del Napoli, ha rilasciato una lunga intervista al portale polacco SportowefaktyIl bomber polacco si sta allenando duramente per tornare in campo e superare l’infortunio. Milik entra nel centro sportivo del Napoli alle 9 del mattina e ‘stacca’ solamente dopo le 16. Milik ha raccontato anche alcuni retroscena sulla sua vita a Napoli: 

“Il calcio a Napoli è religione e passeggiare tra la folla è complesso. Faccio shopping al mattino presto, o in posti poco affollati. È bello ricevere tante attenzioni, ma è anche vero che a volte ti piacerebbe prendere una pausa dal caos e dalla frenesia. Una volta mi hanno seguito due scooter per circa 5 km. A un semaforo hanno bussato al finestrino e mi hanno chiesto un autografo. Temevo volessero altro”.

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“I compagni di squadra mi hanno consigliato di non portare in giro oggetti molto costosi, come un orologio di lusso, perché non sarebbe stato sicuro. Meglio evitare certe situazioni. Vivo tra Napoli e il centro sportivo. Volevo essere vicino al luogo in cui mi alleno. A San Gregorio Armeno hanno realizzato la statuina con le mie fattezze e hanno insistito per regalarmela. Ci conoscono tutti, in città non si parla d’altro e quando sono in giro nessuno ci lascia pagare. Avrò pagato nei ristoranti due volte su dieci”.

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