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Nick Blackwell, in coma, salvato dal padre del rivale FOTO

Nick Blackwell, in coma, salvato da Chris Eubank sr. padre del suo avversario. 25 anni fa ebbe una esperienza simile. Nella foto il drammatico momento in cui Eubank senior ordina al figlio di non colpire più alla testa Blackwell, salvandogli la vita

LONDRA – Nick Blackwell, il pugile in coma dopo i pugni ricevuti nel match con Chris Eubank jr., deve forse la vita al padre del suo avversario, Chris Eubank sr., gloria del pugilato inglese, che ha ordinato al figlio di non colpire più Blackwell alla testa.

C’erano ancora da combattere le ultime tre riprese del match per il titolo inglese dei pesi medi fra Chris Eubank jr., 26 anni e Nick Blackwell, 25. È stato in quel momento che Chris Eubank sr. ha ordinato al figlio di colpire solo al corpo, non alla testa e ha espresso a alta voce la sua sorpresa perché l’arbitro, Victor Loughlin, non sospendeva l’incontro. Da bordo ring ha continuato a battere pugni sul pavimento del quadrato per richiamre l’attenzione dell’arbitro, ma senza esito, fino a quando  intervenuto il medico a chiedere all’arbitro di interrompere, alla decima ripresa. Per i pugni ricevuti, Blackwell non riusciva più a vedere dall’occhio sinistroe il sangue gli colava dal naso.

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Nick Blackwell soffriva di una emorragia interna alla testa e è stato portato fuori dalla Arena di Wembley in barella e portato a sirene spiegate in ospedale.

Sul match incombeva il fantasma di un altro incontro di boxe di 25 anni fa, quando i pugni di Chris Eubank sr. ridussero in coma l’avversario di quel match sempre a Londra nel 1991, Michael Watson. Watson emerse da 40 giorni di coma gravemente menomato. All’inizio non sentiva, non parlava e non era in grado di muoversi. Fece causa alla federazione pugilistica inglese e ottenne oltre un milione di euro di danni. Anni di cure e riabilitazione lo hanno messo in grado di partecipare e completare la Maratona di Londra nel 2003 a fianco proprio di Chris Eubank sr. e di Peter Hamlyn, il neurochirurgo che operandolo lo aveva restituito alla vita: sono diventati amici.

Probabilmente mosso dal ricordo di quella notte di un quarto di secolo fa, Chris Eubank sr. è stato così pronto a intervenire. Il figlio aveva dominato i primi otto round  senza interruzione e l’ex pugile, che ora ha 49 anni, ha iniziato a chiedere perché l’arbitro non sospendesse l’incontro:

“Perché l’arbitro non ha fermato l’incontro? Non capisco perché”.

Se avessero continuato, gridava Eubank, Blackwell avrebbe subito conseguenze irreversibili:

“La prossima volta che gli tiri un colpo come quello, se l’arbitro non vi ferma, non so cosa dirti. Ti dico questo, se non vi ferma e continui a colpirlo così, va a farsi male. Forse la decisione non dovrebbe essere lasciata all’arbitro. Ma tu non colpirlo più in faccia, colpiscilo solo al corpo”.

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