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Olimpiadi 2024 a Roma, Coni vuole bypassare Raggi. Ma Renzi punta a Milano

ROMA – Olimpiadi 2024 a Roma, il Coni vorrebbe aggirare l’autorizzazione dell’amministrazione comunale e chiedere solo il sostegno del governo alla candidatura. Ma forse l’esecutivo guidato da Matteo Renzi sta già pensando a sua volta ad un piano B: mettere da parte Roma e candidare Milano per i Giochi, se non per quelli del 2024 almeno per quelli del 2032.

Sono queste le varie ipotesi apparse sui giornali riguardo alla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. Su La Stampa Ilario Lombardo scrive di un Comitato olimpico pronto a bypassare la giunta, in caso di no della sindaca grillina Virginia Raggi, e passare direttamente al governo, forte del fatto che la candidatura riguarda non solo la capitale, ma dodici città. Le gare di vela, infatti, si terranno nelle acque di Cagliari, e per il calcio sono stati coinvolti gli stadi di Torino e Milano, tra gli altri.

Scrive Lombardo:

Roma vale tutto, ma potrebbe anche valer nulla nell’ottica di questa forzatura che il Coni è pronto a fare se ci sarà il sostegno di Matteo Renzi e la sua volontà politica di andare a uno scontro istituzionale con il Campidoglio.

Raggi è stata informata e ha compreso la delicatezza della questione. Tace, perché incalzata dalla base romana del M5S che è del tutto contraria alle Olimpiadi ma che non rappresenta la totalità dei cittadini che l’hanno eletta. Ma tace anche perché con il Coni ha un gentlemen’s agreement che prevede di non precipitare le cose prima dell’incontro con Giovanni Malagò previsto entro metà di settembre. «Vediamo se ci fanno cambiare idea con un’offerta irrinunciabile» confida la sindaca ai suoi.

Secondo quanto scrive Alberto Gentili sul Messaggero, invece, l’ipotesi Roma sarebbe già tramontata, a favore di un’ipotesi Milano. Il governo Renzi, nel caso la sindaca Raggi ribadisse il suo ai Giochi, farebbe cadere la candidatura di Roma per proporre quella di Milano.

Il timing non consente più una candidatura per il 2024, ma il capoluogo lombardo verrebbe presentato per le Olimpiadi del 2032, o al massimo, se in quell’anno il continente non fosse l’Europa, per il 2036.

Scrive Gentili sul Messaggero:

Dunque l’Europa (e Milano) dovrebbero attendere il 2032. Sedici anni da oggi. Cade quindi l’ipotesi, circolata nelle ultime ore, di un commissario di governo – in forza dell’interesse nazionale – che al posto del Campidoglio confermi la candidatura. Ed evapora anche quello che è stato definito il Piano B: la presentazione venerdì 7 ottobre prossimo al Comitato olimpico internazionale (Cio), da parte di Palazzo Chigi, del documento che perfeziona la candidatura olimpica di Roma. Una forzatura che il governo preferisce evitare anche perché probabilmente infruttuosa: il Cio ha sempre preteso il via libera, non solo del governo, ma anche dell’amministrazione della città candidata ad ospitare i Giochi. C’è chi dice che la mossa dell’esecutivo a favore di Milano possa essere un modo per accentuare il pressing sulla Raggi. E per convincerla a rivedere il suo rifiuto. Ma questa ipotesi non trova conferme dalle parti del governo: la linea dura è definita sincera.

 

Quel che pare certo è che la sindaca Raggi non pare intenzionata a cedere su quello che è stato uno dei cavalli di battaglia della campagna elettorale del Movimento 5 stelle. La prudenza che fino ad ora ha frenato qualunque annuncio ufficiale sarebbe dettata solo dal fatto che i Giochi sono ancora i corso, con le Paralimpiadi che finiranno solo il 18 settembre.

Scrive Lorenzo De Cicco sul Messaggero: 

«La decisione ormai è presa, va capito solo in che momento verrà formalizzata all’esterno», spiega un importante esponente della comunicazione grillina. Del resto, a microfoni aperti, il capogruppo pentastellato in Campidoglio, Paolo Ferrara, è stato fin troppo esplicito. «Sui giochi la risposta l’ abbiamo data, ci abbiamo fatto una campagna elettorale sul No alle olimpiadi».

(…) Si aspetterà il faccia a faccia tra Raggi e Malagò, forse già questa settimana. Il Coni ha una freccia potente, dal punto di vista mediatico, nel proprio arco: l’appello degli atleti «medagliati» in Brasile, che verrà reso noto nei prossimi giorni. Proprio dal Comitato olimpico ieri smentivano frizioni con il Campidoglio su una candidatura olimpica che fa gola a tante città, anche in Italia (ma sarebbero impraticabili soluzioni alternative, nel Belpaese). «Nessun No da parte del Comune. Anzi, in base ai contatti degli ultimi giorni ci risulta il contrario».

Dalle parti del Foro Italico poi facevano un ragionamento: per ufficializzare lo stop, servirebbe un voto del Consiglio comunale. Non basta un comunicato stampa della sindaca. Anche se forse, ragionava un esponente grillino, proprio il No alle olimpiadi potrebbe «compattare» i 29 consiglieri M5s, mai così divisi sui costi degli incarichi decisi dalla giunta, tanto che per domani è prevista una grande adunata a Palazzo Senatorio, subito dopo la riunione dei capigruppo. Il Pd intanto attacca: «I Cinque stelle dicono no a tutto, tranne ai super-stipendi».

 

 


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