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Olimpiadi Rio de Janeiro 2016, antidoping: “Escludete la Russia”

ROMA – Le agenzie antidoping lanciano un nuovo attacco alla Russia e chiedono l‘esclusione di tutte le nazionali dalle Olimpiadi di Rio, che inizieranno il prossimo 5 agosto. A pubblicare l’appello delle 10 agenzie antidoping, tra cui quella statunitense e quella canadese, è il New York Times. Il quotidiano aggiunge che già dal 18 luglio il Cio potrebbe annunciare il bando olimpico a tutte le rappresentative russe, e quindi non solo a quella dell’atletica, che già è stata esclusa per i numerosi test positivi e per non aver dato sufficienti garanzie nella lotta al doping.

La richiesta arriva dalle agenzie antidoping di dieci paesi, fra i quali Usa, Canada, Germania, Spagna, Giappone e Svizzera e quella che di un gruppo di oltre 20 atleti di cui non vengono fatti i nomi, che affermano nella lettera:

“Nel nome della comunità degli atleti puliti e delle organizzazioni antidoping confidiamo che il Cio, in base a carta, codici e principi olimpici, sospenda immediatamente il comitato olimpico e paralimpico russo dal movimento e dichiari che nessun atleta può rappresentare la Russia ai Giochi”.

In prima fila in questa ‘battaglia’ in nome dell’etica e dello sport pulito ci sono gli Usa, con il presidente della locale agenzia (Usada) Travis Tygart, secondo il quale i russi non avrebbero mantenuto la promessa di fare pulizia. Il NY Times ribadisce quindi che già domani il Cio potrebbe annunciare il bando olimpico a tutte le rappresentative della Russia.

Verrebbero quindi accreditate le dichiarazioni di Grigory Rodchenkov, ex direttore del laboratorio di Sochi che avrebbe ricevuto ordine dal governo di coprire il doping russo, con l’intervento perfino di agenti dei servizi segreti per ‘ripulire’ o sostituire i campioni organici di molti atleti che erano stati controllati. Tra coloro risultati positivi ma poi ‘cancellati’, secondo un’inchiesta pubblicata nei mesi scorsi dal quotidiano della Grande Mela, ci sarebbero stati 15 vincitori di medaglie.

Il ministro dello Sport russo, Vitaly Mutko, ha sempre contestato con decisione queste ricostruzioni giornalistiche. Oltretutto le agenzie che chiedono la messa al bando della Russia si sono mosse in base a un rapporto che la Wada, l’agenzia mondiale antidoping, ha commissionato all’avvocato canadese Ric McLaren, i cui contenuti avrebbero dovuto essere divulgati soltanto lunedì 18 luglio e che invece sono già noti. Tra l’altro, McLaren avrebbe coinvolto lo stesso Mutko nel programma del cosiddetto ‘doping di Stato’, che ha commentato:

“Il rapporto McLaren non è ancora stato pubblicato, ma per loro è tutto già molto chiaro – ha replicato il ministro – e questo è sorprendente. Magari è stato proprio Tygart a scrivere questo rapporto? Non sarebbe affatto sorprendente”.

A favore della tesi russa si è schierata la Fina, federazione internazionale del nuoto, secondo cui

“le richieste di Usa e Canada sono premature, e si basano su contenuti di un rapporto che avrebbero dovuto rimanere strettamente confidenziali fino alla pubblicazione. Tutto ciò mina la credibilità di tale rapporto”.

Anche secondo l’irlandese Pat Hickey, presidente dell’associazione europea dei comitati olimpici, che si è detto scioccato per i contenuti della lettera,

“è chiaro come l’indipendenza e la credibilità del rapporto siano stati compromessi”.

Sembra quindi essere tornato il clima di tensione da guerra fredda, che al Cio determinerà una giornata ‘bollente’, senza contare che pende al Tas il ricorso di una sessantina di componenti della Russia dell’atletica (tra i quali la fuoriclasse dell’asta Yelena Isinbayeva) contro il divieto di partecipare a Rio 2016.