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Palermo, Schelotto lascia causa “burocrazia”. Ora Tedesco

PALERMO – Palermo, Schelotto lascia causa “burocrazia”. Ora Tedesco. Guillermo Barros Schelotto lascia la guida del Palermo e, dopo solo 30 giorni, se ne torna in Argentina. Notizia che stupisce soprattutto perché stavolta il presidente del Palermo Maurizio Zamparini non c’entra niente. Si tratta di fatto di una specie di “autoesonero” dovuto a motivi… burocratici.

Schelotto, infatti, allena il Palermo ma in panchina non può andare. Gli manca il patentino e al suo posto, di domenica, in panchina siede Giovanni Tedesco. Schelotto ha scoperto che per ottenere il sospirato patentino i tempi sono lunghi, ci vuole almeno un anno. Da qui la scelta di lasciar stare e  tornarsene a casa. Zamparini non ha potuto far altro che prenderne atto e affidare il Palermo a Giovanni Tedesco e al tecnico della Primavera, Giovanni Bosi.

La carriera da allenatore, gli inizi in Argentina e poi l’approdo in Sicilia.  Così la riassume la Gazzetta dello Sport:

Guillermo Barros Schelotto, che, prima di approdare in Italia, aveva allenato il Lanus per tre stagioni, aveva preso il posto di Davide Ballardini ad inizio 2016, dopo il successo del Palermo a Verona contro l’Hellas e le accuse pubbliche rivolte da Stefano Sorrentino all’allenatore ravennate. Durante la sua esperienza di allenatore in pectore dei rosanero, durata 5 partite, sono arrivate 1 vittoria (4-1 in casa al Frosinone), 2 pareggi (1-1 col Carpi e 2-2 col Sassuolo, entrambi in trasferta) e 2 sconfitte (4-0 in casa del Genoa, al debutto, e 0-2 contro il Milan). Schelotto chiude, dunque, la sua esperienza al Palermo con una media di un punto a partita, lasciando la squadra con un margine di 7 punti sulla zona retrocessione.

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  • Giovanni Tedesco nella foto LaPresseGiovanni Tedesco nella foto LaPresse
  • Vazquez nella foto LaPresse
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