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Pasquale Bruno: “Violenza nel calcio? Colpa dello Stato”

Pasquale Bruno: "Violenza nel calcio? Colpa dello Stato"

Pasquale Bruno: “Violenza nel calcio? Colpa dello Stato”

ROMA – ”E’ un problema che non riguarda solo la Puglia ma tutta l’Italia, ma il problema principale è che è tutta colpa dello Stato’‘.

Non usa mezzi termini Pasquale Bruno per individuare la responsabilità dell’escalation di violenze nel calcio minore, con una serie di episodi gravi registrati solo nell’ultimo mese e diversi concentrati in Puglia.

Non si può picchiare un giocatore e poi andarsene in giro tranquillamente – dice l’ex difensore di Torino, Juve e Fiorentina soprannominato O’ Animale per la sua proverbiale cattiveria agonistica – qui nessuno va in carcere. E’ una situazione imbarazzante, in questo Paese non esiste che si uccidono le donne come se niente fosse. Purtroppo è il caso di dire che quello che accade nello sport rispecchia quanto succede nel nostro Paese”.

Una ‘roccia’ in difesa difficile da superare (oltre cento le ammonizioni collezionate in carriera) impegnata oggi nel far crescere i ragazzi nel mondo del calcio con la sua Asd Soccer Dream a Parabita (Gallipoli) che non vuole rassegnarsi alla brutta piega presa dal pallone:

Non si può restare impuniti. Siamo da terzo mondo, in Inghilterra questo non accadrebbe, lì c’e’ un’altra concezione del calcio e le regole sono rispettate. E non parliamo poi degli stadi e della sicurezza degli impianti, rispetto a loro siamo da terzo mondo. Fa eccezione solo la Juventus con lo Stadium. Se continuiamo così non c’e’ futuro per il nostro calcio, speriamo che si cambi rotta. Così non va, siamo da terzo mondo”.

Altro problema che va di pari passo con quello della violenza è quello della gestione dei campionati e del rischio di partite ‘aggiustate’: ”Ci sono giocatori che non vengono pagati in Lega Pro – evidenzia Bruno – e poi sono costretti anche a prendere le botte, questa è gente che ha famiglia.

I campionati poi come sono strutturati non vanno bene, così perdiamo credibilità. Io la Lega Pro la dedicherei ai giovani, metterei un tetto all’età, non oltre i 25 anni. Così – conclude O’ Animale – eviteremo tanti problemi e faremo del bene al calcio italiano”

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