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Pavel Srnicek morto: coma da 9 giorni dopo attacco cardiaco

Pavel Srnicek, ex portiere di Repubblica Ceca, Brescia e Cosenza, è morto dopo 9 giorni di coma in seguito a un attacco cardiaco mentre faceva jogging.

OSTRAVA – Morto a Ostrava Pavel Srnicek: il portiere della Repubblica Ceca era entrato in coma nove giorni fa per colpa di un attacco cardiaco che lo aveva colpito mentre faceva jogging all’interno di un parco. Srnicek era conosciuto in Italia per aver indossato le maglie di Brescia (all’epoca di Mazzone e Roberto Baggio) e Cosenza. Aveva solo 47 anni.

La Stampa ricostruisce per grandi tappe la sua carriera:

Srnicek ha giocato dal 1991 al 1998 nel Newcastle, diventando un idolo dei tifosi dei Magpies. In Inghilterra ha giocato anche con Sheffield Wednesday, Portsmouth e West Ham e ha vestito la maglia della Repubblica Ceca per 49 volte. Nel 2000, venne tesserato dal Brescia neopromosso in serie A. Giocò la prima stagione da titolare, ma le buone prestazioni del suo vice Luca Castellazzi durante la Coppa Intertoto sfiorata dalle rondinelle nella stagione successiva lo fecero tornare in panchina.

Era il Brescia di Carletto Mazzone in panchina e con Roberto Baggio a dare spettacolo in campo. Lasciò le Rondinelle nel 2003 e giocò (poco, solo 9 presenze) con il Cosenza, retrocedendo dalla C1 alla B, quindi tornò in Inghilterra. Ha giocato anche in Portogallo con il Beira Mar, mentre in patria ha difeso i colori del Banik Ostrava.

Sulla Gazzetta dello Sport si ricorda invece quanto il suo nome fosse legato al Newcastle:

In carriera, oltre alla parentesi nel nostro Paese, tanta Premier League: soprattutto al Newcastle, dove il ceco giocò dal 1991 al 1998 e dove divenne idolo dei tifosi di casa (qui sopra l’ultimo saluto via Twitter dell’ex compagno di squadra Alan Shearer), ma anche tra Sheffield Wednesday, Portsmouth e West Ham, senza contare le 49 presenze con la maglia della nazionale del suo paese. Dopo la parentesi italiana, chiuse la carriera ancora a St James’ Park nel 2007, nel club che più ha amato. E non a caso, la sua autobiografia appena terminata si intitola proprio così: “Pavel is a Geordie”.


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