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Progetto Rete!, il calcio come veicolo di integrazione e inclusione sociale

Progetto Rete!, il calcio come veicolo di integrazione e inclusione sociale

Progetto Rete!, il calcio come veicolo di integrazione e inclusione sociale

PALERMO – Favorire l’interazione e i processi di inclusione sociale ed interculturale attraverso il calcio: è l’obiettivo che si pone il Progetto Rete! promosso dalla FIGC per i minori stranieri non accompagnati e neo maggiorenni (16-19 anni) richiedenti protezione internazionale residenti presso centri di accoglienza della rete territoriale SPRAR di tutta Italia.

Sono intervenuti alla conferenza stampa di presentazione Michele Uva, Direttore Generale FIGC, Luigi Ciarrocchi, in rappresentanza di Eni Top Sponsor della FIGC e Sponsor dei Centri federali territoriali, Vito Tisci e Vito Di Gioia, rispettivamente presidente e segretario del Settore Giovanile e Scolastico, Emanuele Caroppo, Professore Università Cattolica del Sacro Cuore e Membro della Commissione per l’Attività Scolastica  della FIGC.

Il progetto, realizzato dal Settore Giovanile e Scolastico della FIGC in collaborazione con lo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati) e il sostegno del Sottosegretario al Ministero degli Interni On. Domenico Manzione, è giunto alla sua terza edizione: dopo aver coinvolto 516 ragazzi e 49 Progetti SPRAR nel primo biennio (237 nel 2015 e 275 nel 2016, coinvolgendo rispettivamente 24 e 26 centri), quest’anno vede ai nastri di partenza 397 ragazzi provenienti da 30 Progetti SPRAR in 11 Regioni italiane (Basilicata, Calabria, Emilia Romagna, Lombardia, Molise, Piemonte, Puglia, Sicilia, Trentino, Umbria e Veneto).

I partecipanti da marzo a maggio svolgeranno una fase regionale che prevede attività sportiva, educativa e formativa diretta dai Coordinatori regionali del Settore Giovanile e Scolastico della FIGC presso i Progetti SPRAR coinvolti o presso i Centri Federali Territoriali già attivi e saranno impegnati poi in un torneo di calcio a 7. I vincitori delle Fasi locali prenderanno parte alla Fase Finale che si svolgerà a fine maggio.

Il Progetto Rete! è protagonista oggi, 24 marzo, con un doppio appuntamento nell’ambito del programma “Palermo Città Azzurra” promosso in occasione della gara di qualificazione ai Mondiali 2018  Italia – Albania: alle ore 16.00 al Centro Federale Territoriale di Palermo (Cus Palermo) si svolgerà l’attività regionale: circa 140 ragazzi appartenenti ai 9 centri siciliani coinvolti – Barcellona Pozzo di Gotto, Caltanissetta, Mazzarino, Vizzini, Milazzo, Canicattini Bagni, Trapani, Sciacca, Cammarata, Caltagirone – svolgeranno attività tecnica che si concluderà con un torneo 7vs7.

Questa sera, poi, nell’intervallo della gara, premiazione in campo per i vincitori dell’edizione 2016: i ragazzi dello Sprar Horizont di Caltagirone riceveranno l’applauso dei tifosi azzurri presenti allo stadio e saranno premiati dalla FIGC per la vittoria dello scorso maggio a Cesena.

Parallelamente all’attività calcistica, il progetto prevede un approfondimento scientifico condotto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha l’obiettivo di identificare e valutare le modalità in cui il calcio possa essere utilizzato nei contesti di maggiore “vulnerabilità” e predisposizione al disagio psichico, come nei soggetti richiedenti asilo e rifugiati, con l’obiettivo di comprendere quanto l’attività calcistica possa rappresentare un veicolo di integrazione e influenzare il livello di benessere e felicità nei giovani coinvolti.

Nel 2016, la ricerca ha effettuato un confronto tra il livello di felicità dei ragazzi coinvolti prima e dopo l’attività sportiva. I primi questionari, predisposti dall’Università Cattolica del Sacro Cuore, sono stati inviati ai referenti dei Progetti SPRAR nel corso delle attività regionali (valutazione ex ante).  Durante la Fase Finale del Torneo, i questionari sono stati somministrati dagli psicologi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore presenti in loco (valutazione in itinere) per analizzare lo stato di benessere dei partecipanti a seguito dello svolgimento dell’ attività sportiva.  Al termine della Fase Finale i partecipanti hanno ricevuto il questionario finale (valutazione ex post) da compilare al termine delle attività presso il Progetto SPRAR di appartenenza. Ai fini dell’elaborazione dello studio scientifico, in considerazione della presenza di quadre miste, opportunamente adattati, i questionari sono statisomministrati anche ai partecipanti italiani.

A titolo di esempio, all’inizio del progetto, alla domanda “Il calcio può contribuire ad abbattere le barriere socio-culturali”, il 79% dei partecipanti ha espresso parere positivo con un incremento fino al 91% al termine della fase finale del torneo. Alla domanda “Il calcio può migliorare il mio stato di benessere” il 61% dei partecipanti ha condiviso pienamente l’affermazione, raggiungendo il 76% al termine della fase finale del torneo.

Quest’anno la ricerca permetterà di avere un follow-up degli studi realizzati nelle due precedenti edizioni.

I principali benefici riscontrati nei partecipanti attraverso l’attività sportiva sono stati: il miglioramento dello stato di benessere, l’incremento della felicità, l’aumento della sensazione di libertà, la diminuzione della solitudine.

 

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