Blitz quotidiano
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Rio 2016, Arianna Errigo accuse Giulio Tomassini: “Tradita dal mio maestro”

RIO DE JANEIRO – Doveva essere la sua Olimpiade, quella della rivincita contro la ‘rivale’ Elisa Di Francisca che quattro anni fa a Londra l’aveva battuta per una solo stoccata, e invece per Arianna Errigo il palcoscenico olimpico di Rio si è trasformato in un incubo.

In vantaggio per 10-5 agli ottavi contro la canadese Harvey, la fiorettista azzurra si è sciolta come neve al sole, dilapidando il vantaggio con un parziale di 10-1 per la sua avversaria, e abbandonando la corsa alle medaglie.

Dopo la stoccata decisiva, la Errigo si è fermata sulla pedana, minuti e minuti a piangere, poi arriva lo sfogo con l’attacco al suo maestro Giulio Tomassini, con cui si è separata lo scorso gennaio, accusato di averla ‘tradita': “È da gennaio che mi alleno da sola facendomi aiutare da chi avevo intorno (il mio fidanzato Luca Simoncelli e Fabio Galli). Sono convinta di quello che ho fatto, anche perché il rapporto con un maestro deve andare al di là dell’aspetto tecnico. Deve esserci un legame che va al di là di ogni cosa: devi avere prima di tutto fiducia nella persona e poi in quello che ti può trasmettere. Per me deve esserci il rispetto reciproco. Se quello viene a mancare, puoi essere il maestro più bravo del mondo, ma io preferisco perdere una medaglia d’oro”.

Pronta la replica di Tomassini che rispedisce al mittente le accuse: “E’ lei a non rispettarmi. Il mio mestiere è insegnare scherma a chiunque me lo chieda. Credo stia cercando solo una scusa per giustificare la sconfitta”.

La Errigo non aveva apprezzato che il suo maestro avesse fatto una lezione ad Elisa Di Francisca, sua compagna e rivale in nazionale, e così a gennaio aveva sentito venire meno il rapporto di stima, decidendo per la separazione. “Mi disse ‘non ti permettere di allenare la mia avversaria’, ha aggiunto il maestro jesino. Però quando la presi come allieva e allenavo già la Vezzali, allora andava bene?”.

Un duro colpo per la fiorettista di Monza che si è andato ad aggiungere all’addio del suo maestro di sempre, Giovanni Bortolaso, che dopo i Giochi di Londra aveva seguito Stefano Cerioni alla nazionale russa. Ma non c’è solo la rabbia contro il suo ex allenatore nelle parole della Errigo, molto critica e severa anche con se stessa, riconoscendo che ad un certo punto si è spenta la luce: “Non mi sentivo bene già da questa mattina, non sono riuscita bene a gestire la tensione che da sempre è la cosa che mi contraddistingue negli appuntamenti più importanti. Appena c’è stato un momento di difficoltà, sono crollata”.

Un crollo rumoroso. “Se pensi che impieghi un anno a preparare questa gara e già al primo assalto ti ritrovi con il fiatone e viola in faccia, significa che hai sbagliato qualcosa. Forse non ho lasciato degli spazi per me stessa e per riprendermi. Ma questi erano i Giochi: contavo di recuperare qui”. Adesso per la sua rivincita dovrà aspettare altri quattro anni, a Tokyo ne avrà 32: “Questa era l’età perfetta per fare bene… Tenterò di arrivarci, ma in questo momento non è la cosa che mi interessa”.