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Rio 2016, Brasile batte Germania ai rigori: oro nel calcio

RIO DE JANEIRO – Il Brasile ha vinto l’oro olimpico del calcio di Rio 2016 battendo la Germania per 6-5 dopo i rigori. Il penalty decisivo è stato trasformato da Neymar, che a fine match ha pianto a dirotto sdraiato sul campo di gioco. Scrive Maurizio Crosetti su Repubblica:

Drammone e gloria, rigori e lacrime per Neymar che dà il primo oro della storia olimpica al Brasile e poi affoga nel pianto liberatorio, più lungo della finale che non voleva finire. Tremenda vendetta è compiuta, il 7-1 del 2014 parzialmente vendicato, la maledizione del Maracanã (un funerale che dura dal 1950) forse dissolta. L’eroe popolare è proprio Neymar: segna la meravigliosa punizione del vantaggio e mette dentro il rigore decisivo, con i tedeschi comunque molto bravi visto che ne sbagliano uno soltanto. Una serie di tiri dal dischetto da mandare in dvd a Pellè e Zaza per un inutile ripasso. Qui nessuno si è messo a saltellare prima e durante i tiri, nessuno ha smesso di piangere a fontana dopo. Finisce 6-5: un epilogo più romanzesco di così non si poteva immaginare.

Mentre tutto il Brasile festeggia l’oro olimpico del calcio, con una lunga nottata a base di caipirinha, musica e fuochi d’artificio, l’ultima serata dell’atletica regala ai Giochi un risultato atteso quanto controverso. Carsten Semenya come da previsioni si impone negli 800 metri, in 1’55”28. Niente record per lei, ma ancora molte discussioni sui suoi ormoni. Fatto sta che per decisione del Tas la sudafricana a pieno titolo corre con le donne, tra le quali nella distanza è nettamente la più forte. Argento alla rappresentante del Burundi Francine Niyonsaba (1’56”49). “E’ una medaglia vinta contro i preconcetti – ha detto la Semenya – e al termine di una gara rapida. Il mio tecnico mi ha detto di essere paziente e così ho fatto, attendendo il momento giusto. Ora sono felice in un modo incredibile, questa vittoria è per tutto il Sudafrica, e ancora non ci posso credere”.

Quinto posto e qualche rimpianto per Alessia Trost, che ha chiuso al quinto posto la finale di salto in alto: una prova decisamente alla portata dell’azzurra, che si è fermata a 1.93, ma per l’oro è bastato 1.97 con cui la spagnola Ruth Beitia si è presa il titolo grazie al minor numero di salti rispetto alla bulgara Mirela Demireva, argento, e alla croata Blanka Vlasic,  bronzo, entrambe con la stessa misura della vincitrice. L’altra italiana Desiree Rossit ha chiuso al 16/o posto.

Una finale olimpica vinta sotto i 2 metri, non accadeva da più di trent’anni. Sesto posto per le azzurre della 4X400 che erano entrate in finale con il tempo di 3’25″16 da record italiano: l’oro è andato agli Stati Uniti trascinati da Allyson Felix, che lascia i Giochi di Rio anche con l’argento sui 400 e l’oro nella 4×100.

Nella pallavolo donne trionfa la Cina: le asiatiche hanno battuto 3-1 la Serbia e tra abbracci e lacrime si laureano campionesse olimpiche. Ma la notte brasiliana è tutta per la Selecao: in omaggio ai campioni del calcio, che hanno superato ai rigori la Germania, anche il Cristo del Corcovado diventa gialloverde.