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Rio 2016, Niccolò Campriani testa alla Zublasing: “Ho perso per amore”

Rio 2016, Niccolò Campriani testa alla Zublasing: "Ho perso per amore"

Rio 2016, Niccolò Campriani testa alla Zublasing: “Ho perso per amore”
FOTO ANSA

RIO DE JANEIRO – L’amore è più forte anche della freddezza che ci vuole per vincere un’Olimpiade. Ne sa qualcosa Niccolò Campriani, fenomeno del tiro a segno azzurro che nella gara di carabina a terra 50 metri voleva migliorare l’ottavo posto della finale dei Giochi di Londra e a un certo punto della gara ha perfino cullato sogni di medaglia. E invece alla fine ha fatto solo un piccolo passo in avanti che l’ha portato in settima posizione, secondo degli eliminati della sfida conclusiva. Potrebbe perfino andargli bene (“questa – ricorda – è la mia terza specialità, quella in cui mi alleno di meno”), ma il punto non è questo: oggi Campriani avrebbe potuto fare meglio (“in prova ero stato fantastico”) però per sua stessa ammissione era a terra non solo a causa della posizione da tenere in gara ma anche per via delle emozioni che lo avevano “prosciugato” ieri durante la finale della fidanzata-collega Petra Zublasing, quarta nella ‘3 posizioni’ dopo aver perso oro o argento al terzultimo tiro.

Così Campriani sottolinea nel dopo gara che a condizionarlo nella sfida a otto per il titolo olimpico di oggi, in cui l’altro azzurro Marco De Nicolo ha ottenuto un ottimo sesto posto (“tutti vorrebbero fare di meglio, ma sono felice anche così”), non è stato il 9.8 con cui ha cominciato: “Ero a terra non solo per via della gara ma anche per la finale di Petra”. La passione amorosa fa di questi scherzi se il coinvolgimento, come nel caso di ‘Nicco’ e Petra, è totale: ieri l’azzurra aveva sdrammatizzato sulla medaglia persa per un soffio dicendo che “vorrà dire che sarò più fortunata in amore”, oggi il suo ragazzo, laureato in ingegneria come lei, ancora si rammarica. “Peccato, io non sarei capace di una rimonta come quella che ha fatto lei con i tiri in piedi – dice Campriani -. Il coinvolgimento emotivo è stato tanto, e dopo le emozioni vissute, oggi non avevo difese contro i pensieri negativi. Non ero più lo stesso. Qui sto vivendo delle vere e proprie montagne russe emozionali e arriverò alla finale per me più importante, quella di domenica nella carabina tre posizioni, ‘prosciugato’ da quattro gare: le mie e quelle di Petra”. Ma quell’appuntamento il fiorentino non lo vuole assolutamente sbagliare, visto che ha l’obiettivo preciso di ripetere Londra dove vinse l’oro. L’importante sarà ritrovare la giusta concentrazione.

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“Ma anche – aggiunge Campriani – evitare di fare troppo bene in prova e non in gara. Oggi mi ha dato fastidio anche la presentazione troppo lunga di noi finalisti”. Per non parlare della musica durante la gara, che i tiratori non dovrebbero sentire avendo il paraorecchi ma che in realtà li disturba quasi come la regola del ‘ripartire da zero’ introdotta dopo Londra 2012. Ma su tutto vince l’amore. Anche per questo Niccolò sogna un altro oro da dedicare alla sua Petra.

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