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Rio 2016: Simone Manuel, giornale Usa omette nome e scrive: “Afroamericana”

RIO DE JANEIRO – Simone Manuel è la prima afroamericana ad aver vinto una medaglia d’oro individuale nel nuoto. Il trionfo è arrivato nei 100m stile libero, a pari merito con la canadese Penny Oleksiak, con cui ha stabilito insieme  il nuovo record olimpico di 52″70. Un giornale della California, il San Jose Mercury News, invece ci celebrare come hanno fatto tutti la vittoria, sceglieva di raccontare la sua impresa omettendo nome e cognome dell’atleta. E Al posto del suo nome, il San Jose Mercury News puntava i riflettori sull’ennesima medaglia del campione di Baltimora titolando su Twitter in questo modo: “Micheal Phelps condivide una notte storica con un’afroamericana”.

Il titolo accompagnato dalla foto di Simone Manuel e della rivale Oleksiak è stato poi rimosso. Sul social network gli utenti sono immediatamente insorti, definendo “disgustoso” e “vergognoso” il titolo sulla nuotatrice, descritta “semplicemente come un’afroamericana”.

Il pezzo era incentrato su Phelps fino alla fine: si parlava della Manuel solo in chiusura. Al San Jose Mercury News sono piovute un mare di critiche. Il giornale, poco dopo ha dovuto fare marcia indietro, scusandosi per il “titolo insensibile” e capovolgendo decisamente la notizia: “Simone Manuel di Stanford condivide una notte storica con Michael Phelps”.

Quelòlo della Manuel è un oro per il nuoto, vinto contro il razzismo, e soprattutto contro la violenza della polizia americana nei confronti dei neri. Simone Manuel ha 20 anni, è entrata nella storia in quanto prima afroamericana ad aver vinto l’oro alle olimpiadi in una gara di nuoto individuale. Non solo: una donna americana non vinceva l’oro ai 100 sl dal 1984, quando Nancy Hogshead e Carrie Steinseifer giunsero in testa, insieme, a Los Angeles. Simone Manuel e la canadese Penny Oleksiak di 16 anni, hanno battuto insieme la detentrice del record mondiale, l’australiana Cate Campbell, giunta quarta dietro alla svedese Sarah Sjostrom, medaglia di bronzo.

Manuel è di Houston, in Texas e studia a Stanford in California: è un’atleta statuaria, alta un metro e ottanta, e fa pendant con l’altra Simone, quella più nota, la Biles, ginnasta formato mignon (1 metro e 45) anche lei di casa a Houston, che ha incantato gli appassionati dell’artistica vincendo il meritatissimo oro individuale ed è una sua amica personale. “Simone Biles ed io siamo praticamente la stessa persone – racconta Manuel -. Lei è super cool. ci siamo conosciute circa un anno fa e ci siamo viste un paio di volte e sono molto felice per quello che ha fatto. Portiamo tutto e due un oro a Houston, in Texas”.

L’oro, ha detto Simone, che a Rio divide la stanza con Katie Ledecky, la più forte nuotatrice del momento, “significa tanto per me, specialmente quando vedo quello che succede nel mondo oggi, con i casi di violenza della polizia (negli Usa). Questa vittoria, per fortuna, porta speranza e potrebbe cambiare la situazione. Il mio colore accompagna il territorio”. E poi: “L’oro non è soltanto per me. E’ dedicato agli afro-americani venuti prima di me e a chi mi ha dato l’ispirazione a rimanere in questo sport. E’ per chi crede che non ce la farà. Spero di essere una fonte di ispirazione per gli altri; raggiungeteci e provate a nuotare. Potreste essere bravissimi”.

Simone, in lacrime per l’emozione dopo la vittoria, non si aspettava di arrivare prima: “Sono le mie prime olimpiadi e non avrei mai creduto di vincere un oro individuale. Il mio obiettivo era di acquisire esperienza, di nuotare il più in fretta possibile. E dopo le semifinali che la Manuel ha ampliato le sue ambizioni. “Mi sono detta, devo finire sul podio. Ed esserci riuscita battendo il record Usa è davvero super eccitante”.

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  • giornale Usa omette nome e scrive: "Afroamericana
  • Il tweet razzista
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