Blitz quotidiano
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Roberto Mancini ancora contro Mikaela Calcagno in diretta

ROMA – Roberto Mancini vs Mikaela Calcagno, il duello si rinnova. Dopo l’ormai celebre lite di qualche settimana fa, i due si rendono protagonisti di un nuovo siparietto in diretta tv. Dopo la vittoria col Bologna, la Calcagno chiede a Mancini: “Cosa vi siete detti con Thohir negli spogliatoi?”. Spiazzante la risposta del Mancio: “Ci siamo baciati”.

Un Roberto Mancini sempre più minimalista anche in conferenza stampa. Anche perché domani arriva il Bologna di Donadoni ma dell’avversario si parla poco. L’attenzione sembra più concentrata sul futuro di Mancio o sulle questioni di modulo. “Se avrei gli stimoli giusti per restare anche se non ci qualificassimo per la Champions? Gli stimoli ci sono sempre quando fai un lavoro che ami. E all’Inter gli stimoli non mancano certo. Se ho trovato la quadratura con il 4-2-3-1? Sul modulo vi fissate voi giornalisti, si gioca sempre in 11, con un pallone e in un campo sempre uguale. Poi dipende dagli uomini a disposizione. Perisic era arrivato a fine mercato e stavamo ancora recuperando Biabiany. L’importante è l’atteggiamento in campo. Eder? Deve ancora segnare, ma ha sempre fatto ottime prestazioni. Come si è allenato Ljajic in settimana? In campo il corpo c’era… Bene anche di testa, ma lui si allena male quando teme di non giocare. Se invece pensa di essere tra gli 11, lavora bene… “.

Alla fine di Bologna si riesce comunque a parlare… “Sono un tifoso del Bologna, quindi felice del campionato che stanno facendo. Donadoni ha dato fiducia a giocatori giovani e forti. Se sono reduci da tre 0-0 vuol dire che sono duri da affrontare e battere. Anche davanti hanno gente brava, Destro si è ambientato e Giaccherini è sempre pericoloso. Dobbiamo concentrarci su questa partita e non pensare alla Roma”. Chiusura sui singoli: “Murillo sta bene, Jovetic no, non credo tornerà prima della sosta. Dunga domani allo stadio per Miranda, che col Brasile potrebbe giocare sia Copa America che Olimpiadi? Parleremo con lui, ma fare entrambe mi sembra un po’ troppo”. Battuta finale su un parametro zero eccellente: “Se ho il cellulare di Ibrahimovic? Ha dimostrato di essere ancora un grande, fossi nel Psg me lo terrei stretto”.

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  • Il derby "vale tre punti come le altre" ma "è la partita perfetta per sbloccarsi". Per questo Sinisa Mihajlovic vuole affrontare il passato interista con un Milan "coraggioso", con giocatori che "indossano "la maglia rossonera con leggerezza e non come una corazza", "tirando fuori il bimbo che c'è in loro". E' un compendio di psicologia da allenatore la conferenza stampa della vigilia del serbo, che non è stato tenero coi suoi ragazzi dopo le prime deludenti uscite. "Quando saremo una squadra coraggiosa che gioca per vincere i nostri tifosi ci appoggeranno. Una tifoseria esigente come la nostra rifiuta una squadra che si chiude e ha paura di sbagliare", ha spiegato Mihajlovic, chiarendo che i suoi forti richiami (soprattutto dopo l'amichevole col Mantova) "non per erano per scaricare i giocatori ma per spronarli". Comunque, per ribadire i concetti, il serbo ha rivelato che Balotelli, appesantito da 3 chili di troppo, "ha perso solo due etti e mezzo e deve ancora smaltire massa grassa". E ha chiarito che "da tre anni Milan non fa Milan. Prima ci abituiamo a pretendere più da noi stessi, alzando soglia sacrificio, prima arriveranno risultati. Dopo 22 anni in Italia - ha aggiunto con una battuta replicando a un giornalista che non aveva inteso una sua risposta - parlo bene italiano, penso di riuscire a farmi capire, anche se vedendo i miei giocatori in campo...". Dei difetti della squadra si è parlato nei giorni scorsi anche durante una cena ad Arcore con il presidente Silvio Berlusconi e l'ad Adriano Galliani. "Nessun problema, ci siamo confrontati, io sono responsabile della squadra e ho mani libere di fare tutto quello che penso giusto", ha assicurato l'ex di Roma, Sampdoria, Lazio e Inter, che durante la sosta per le nazionali ha provato a sistemare le cose a centrocampo: non è escluso che Montolivo prenda il posto di De Jong davanti alla difesa ("Sono compatibili ma con un modulo diverso dal 4-3-1-2"), ma il coraggio è difficile da allenare. "Vivendo a Milano è difficile", ha sorriso il serbo, che pensa a luoghi più complicati come palestre di vita, ad esempio il suo Paese, dove lui ha conosciuto "le sofferenze di chi scappa dalla guerra e deve ricostruirsi una vita a 50-60 anni altrove, dove non conosce nessuno". Da qui la proposta a Roberto Mancini. Chi vince il derby fa una donazione per i migranti che in queste settimane stanno attraversando l'Europa con ogni mezzo in fuga dalle guerre del nordafrica. "Con Mancini siamo amici da oltre 20 anni. E' merito suo se faccio questo lavoro perché mi ha scelto come vice all'Inter. Saremo avversari per una sera e poi se ne riparlerà fra sei mesi, se ci saremo... - ha scherzato Mihajlovic - Dall'Inter gufano, dicono che siamo favoriti e farò di tutto per fargli azzeccare pronostico mostrandogli un Milan vincente". Questi tre punti, insomma, pesano. "Sarebbe una grande gioia vincere il derby e una brutta cosa perderlo, ma - ha precisato l'allenatore del Milan - è solo la terza giornata di campionato. Dobbiamo stare sereni e cercare di affrontarla con la testa libera, cercando di divertirsi, con coraggio".Mancini e Mihajlovic nella foto LaPresse
  • Roberto Mancini e Antonio Conte (LaPresse)
  • Roberto Mancini e Filippo Inzaghi (da la prima pagina de La Gazzetta dello Sport)
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