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Daniele De Rossi: “Antonio Conte e Luciano Spalletti sono i migliori”

Daniele De Rossi: "Antonio Conte e Luciano Spalletti sono i migliori"

Daniele De Rossi
ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

ROMA – Daniele De Rossi ‘conferma’ Luciano Spalletti sulla panchina della Roma. In un’intervista alla rivista ‘Undici’ in edicola da domani e di cui oggi è stata fornita un’anticipazione, il numero 16 della squadra giallorossa dice infatti che “Spalletti è stato l’allenatore che mi ha condizionato di più.

Ho cominciato a vedere il calcio con gli occhi di questo allenatore. Ed è un bel vedere. Al di là di che cosa farò io, al di là che a volte ha un carattere difficile, la Roma dovrebbe fare di tutto per trattenerlo perché sarà più forte”.

Dopo aver elogiato anche l’ex ct azzurro Antonio Conte, ora leader in Premier alla guida del Chelsea (“Conte mi folgorato. Io amo le persone dirette.

Tatticamente è un mostro”), De Rossi per ribadire la propria stima sottolinea che “ho avuto due tra i dieci allenatori migliori del mondo: Spalletti e Conte. Il terzo è Luis Enrique. Con un altro, Guardiola, ho giocato”.

Nell’intervista a ‘Undici’ De Rossi spiega di sentirsi ancora importante, stare bene e sentirsi felice. “È un annetto che ho ricominciato a sentirmi un calciatore fino in fondo – dice De Rossi -. Un calciatore di livello alto. Vero”.

Sul contratto con la Roma in scadenza a giugno, De Rossi temporeggia: “È una cosa che prima o poi dovrò affrontare con la società, ma non ci penso. Ma voglio continuare a giocare ancora per un po’”.

Il senso di appartenenza alla Roma è radicato in lui fin da bambino, al punto da averlo indotto a non cambiare mai squadra. “Ho fatto sempre scelte consapevoli – dice -, anche se qualcuno le può considerare incoscienti. Invece ero conscio del fatto che erano scelte professionalmente ‘sbagliate’. Ma avevo proprio bisogno di giocare con la Roma: ho il piacere fisico ed emotivo di giocare con questa maglia”.

“Vivere senza Roma sarebbe stata una cosa che mi avrebbe fatto più male – aggiunge – del non aver vissuto un Real Madrid-Barcellona, o di non aver calcato gli stadi inglesi più belli e non aver vinto determinate cose”.

Un sentimento questo che il campione del mondo 2006 ha continuato a provare anche quando le cose non andavano bene, come la stagione con Zeman. “È stata difficile, non mi sentivo indispensabile – spiega De Rossi -. Non credo che Zeman sia un disonesto. La sua carriera e la sua storia parlano per lui, ha dimostrato spesso di avere una grande rettitudine, non vedo perché con me l’avrebbe dovuta compromettere”.

Sul rapporto con Totti, il numero 16 della Roma dice di sentirsi un privilegiato: “mi sono permesso in questi 16 anni un lusso che a Roma si sono permessi in pochi: viverlo non solo come un idolo. Stare tutti i giorni con lui ti porta a vivere come una cosa normale l’essere accanto a un calciatore che non è normale. Rimane l’infervoramento che ho sempre avuto per il calciatore, ma l’ho sempre trattato come un compagno qualunque”.

Il centrocampista giallorosso parla poi di altri due colleghi che più ammira, Andrea Pirlo e Paolo Maldini, e dei tanti allenatori con cui ha lavorato: “avere avuto Capello da allenatore da giovane è stato fondamentale – dice De Rossi -. Ti forgia. Ha avuto una passione per me come calciatore, e forse è stata la più grande fortuna della mia vita.

Ranieri è stato quello con cui ho vissuto la stagione più esaltante: un allenatore di campo, preparato tatticamente, ma che in campo non si inventa l’acqua calda”.

Spalletti “è stato l’allenatore che mi ha condizionato di più. Ho cominciato a vedere il calcio con gli occhi di questo allenatore. Ed è un bel vedere. Al di là di che cosa farò io, al di là che a volte ha un carattere difficile, la Roma dovrebbe fare di tutto per trattenerlo perché sarà più forte”.

Quanto a Conte, “mi ha folgorato. Amo le persone dirette e chi dice la verità. Tatticamente è un mostro. È un animale da campo. Non è facile essere un suo giocatore, ma è bello esserlo”.

Tra i progetti futuri, De Rossi non esclude di tentare la carriera da allenatore, come suo padre Alberto che guida la Roma Primavera: “potrebbe essere una cosa che mi piacerebbe fare. Non subito, ma con i tempi giusti mi potrebbe interessare.

Ho avuto due tra i dieci allenatori migliori del mondo: Spalletti e Conte. Il terzo è Luis Enrique. Con un altro, Guardiola, ho giocato, e se dovessi prendere una panchina chiederei di andare a guardarlo per imparare”.

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