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Giulio Regeni, Salah lascia la Roma per offese all’Egitto?

ROMA – Il caso di Giulio Regeni, il giovane italiano ucciso al Cairo, potrebbe avere clamorose ripercussioni calcistiche. Secondo quanto sostiene l’edizione in arabo dell’agenzia russa “Sputnik”, riportata da Askanews, il giocatore giallorosso Mohamed Salah avrebbe confidato a fonti vicine a lui, “la possibilità di non portare a termine il contratto che lo lega alla Roma se il caso Regeni rimarrà senza una soluzione perché non accetterà nessuna offesa all’Egitto da parte degli italiani”.

La notizia diffusa da Sputnik è stata subito rilanciata con grande risalto dai media egiziani con titoli come “Salah minaccia di rompere il contratto con la Roma”, del quotidiano “Al Masry al Youm”. Lo stesso sito russo riporta che il presidente della Commissione Diritti Umani del parlamento Luigi Manconi avrebbe “rivelato” che durante le partite di serie A e B del campionato italiano ci saranno striscioni per chiedere alle autorità del Cairo trasparenza nelle indagini per la morte del ricercatore italiano trovato cadavere al Cairo lo scorso 3 febbraio con evidenti segni di tortura.

Interpellato da Askanews, il senatore Manconi, ha spiegato che in realtà gli striscioni avranno solamente la scritta: “Verità per Giulio Regeni” e ha aggiunto che “non c’è nessuna” invettiva contro il regime del Cairo e tanto meno contro l’Egitto. Manconi tuttavia ha confermato che “gli striscioni saranno portati dai giocatori” all’inizio di tutte le partite dei due campionati maggiori nelle giornate del 23 e 24 aprile prossimi.

“Nessuno dimentichi Regeni”. La battaglia per la verità sul caso del ricercatore italiano ucciso al Cairo viene rilanciata dallo stesso presidente della Repubblica. Con le stesse parole che campeggiano sugli striscioni in molte città italiane: “Non dimenticare la sua passione e la sua vita orribilmente spezzata”, dice Mattarella al Meeting nazionale delle scuole per la pace. “Fare memoria è un atto di pace che, sono convinto, aiuterà queste giornate di Assisi a produrre nuovi frutti” ha concluso il Presidente.

E nelle stesse ore un editoriale del New York Times attacca il governo egiziano e i Paesi che continuano ad avere relazioni diplomatiche con Il Cairo, chiedendo di sostenere la battaglia dell’Italia iniziata dopo che l’Egitto non ha soddisfatto la richiesta di verità sul barbaro assassinio del ricercatore Giulio Regeni. “Gli abusi dei diritti umani in Egitto sotto il presidente Abdel Fattah al-Sisi hanno raggiunto nuovi picchi, e nonostante ciò i governi occidentali che commerciano con l’Egitto e lo armano hanno continuato a fare affari come se niente fosse sostenendo che sono in ballo la sicurezza regionale e gli interessi economici” prosegue l’editoriale del New York Times.