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Totti, addio Roma con giallo. Smette? Miami, paesi arabi… Samp alla finestra

Totti, addio Roma con giallo. Smette? Miami, paesi arabi... Samp alla finestra

Totti, addio Roma con giallo. Smette? Miami, paesi arabi… Samp alla finestra

ROMA – Totti, addio Roma con giallo. Smette? Miami, paesi arabi… Samp alla finestra. La certezza è che col Genoa chiuderà la sua carriera con la maglia della Roma. Il dubbio è che non sia affatto convinto di voler chiudere anche quella da calciatore. Anzi, l’impressione è che sia più la voglia di tenersi allacciati gli scarpini che non quella di annodarsi una cravatta. Nel giorno dei saluti ai compagni di squadra (invitati a cena all’hotel Cavalieri Hilton dallo chef stellato Heinz Beck) e a 72 ore dall’ultima di campionato – dopo aver sentito parlare praticamente tutti della sua situazione – Francesco Totti rompe il silenzio che da mesi lo circonda senza però chiarire fino in fondo quale sarà il suo futuro professionale.

Ancora giocatore, ma lontano da Roma, o dirigente tra le mura di Trigoria? Il messaggio pubblicato dal n.10 su Facebook, Twitter e Instagram – accompagnato da un’immagine in cui sorridente guarda ancora verso il campo – è suddiviso graficamente in quattro blocchi. Nel primo Totti certifica, non senza una frecciata tra le righe, il congedo dalla casacca giallorossa. “Roma-Genoa, domenica 28 maggio 2017, l’ultima volta in cui potrò indossare la maglia della Roma” scrive il capitano, dando l’idea che siano stati altri a imporre l’addio.

Subito dopo ecco le due dichiarazioni d’amore: la prima proprio alle tinte giallorosse, la seconda al compagno di viaggio di una vita, il pallone: “È impossibile esprimere in poche parole tutto quello che questi colori hanno rappresentato, rappresentano e rappresenteranno per me. Sempre. Sento solo che il mio amore per il calcio non passa: è una passione, la mia passione. È talmente profonda che non posso pensare di smettere di alimentarla. Mai”.

San raffaele

Ed è qui, nell’ultimo blocco, che il post di Totti resta (volutamente?) enigmatico, non chiarendo i contorni del domani. “Da lunedì sono pronto a ripartire. Sono pronto per una nuova sfida” confessa Francesco, senza specificare se l’avventura che lo attende avrà radici sempre nella Capitale o altrove. L’impressione è che stia prendendo tempo, magari per capire chi alla fine si siederà in panchina, se ancora il ‘nemico’ Spalletti o il più vicino Di Francesco, oppure per analizzare al meglio le offerte finora giunte.

Stati Uniti, Cina, Emirati e Qatar sono pronte ad accoglierlo, ma l’esperienza all’estero sembra non convincerlo appieno per questioni familiari. Vestire un’altra maglia in Italia è invece un passo di quelli pesanti e nel caso andrebbe valutato con attenzione. Di certo, al momento il contratto di sei anni da dirigente della Roma resta ancora nel cassetto. E chissà che Pallotta, in arrivo nel weekend, non trovi la chiave giusta per aprirlo.

All’estero sostanzialmente le strade sono due: gli Stati Uniti e i Paesi Arabi. Nel primo caso la meta preferita sarebbe il Miami di Nesta (Seconda Divisione), nell’altro aspetta un’offerta da Doha, in Qatar, mentre a Dubai, negli Emirati, qualcosa potrebbe muoversi. Chissà, magari proprio nell’Al-Nasr, che ha appena ingaggiato Prandelli, o nell’Al-Fujairah di Maradona. In Italia il club più intrigato è la Samp di Ferrero, ma anche Campedelli e lo stesso Montella gli hanno detto scherzando di non dimenticare Chievo e Milan. L’impressione, però, è che il capitano della Roma non potrebbe andare a giocare in una club italiano: i tifosi non capirebbero. (Gazzetta dello Sport)

Il presidente – lo scorso anno in prima linea nel discutere con Totti il futuro, arrivando poi alla firma del rinnovo – finora ha evitato il contatto col capitano decidendo di lasciare al management la gestione del caso (da lunedì Baldissoni e Monchi torneranno a parlare col n.10 per capirne le intenzioni), ma non è escluso a questo punto un faccia a faccia prima del ritorno a Boston. La Roma d’altronde ha sempre ribadito a Totti di essere pronta ad accompagnarlo nel percorso di crescita nel caso in cui decidesse di intraprendere una carriera nei quadri societari. L’unica cosa che aspettano adesso a Trigoria è la decisione finale del diretto interessato.

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