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Massimo Ferrero: Sarri 2 turni, io per filippino a Thohir…

Il presidente della Samp Massimo Ferrero si è lamentato per i due turni di squalifica a Sarri: "Io per aver detto filippino a Thohir ho preso 50 anni".

GENOVA – A Massimo Ferrero non è piaciuta la squalifica di (sole) due giornate di Maurizio Sarri:”Qui fanno sempre, come direbbe mio nonno, due pesi e due misure. Io ho fatto un errore geografico e ho preso, diciamo ‘cinquant’anni’, questo ha detto di tutto e ha preso due giornate. Ma che è? Il calcio non è sempre uguale oppure siamo tutti figli di Dio? Come è la storia?”.

Il presidente della Sampdoria ha commentato così a SampTV la squalifica per due giornate comminata in Coppa Italia all’allenatore del Napoli prossimo avversario proprio dei blucerchiati, dopo la litigata al termine dei quarti di Tim Cup con Roberto Mancini (lite durante la quale Sarri ha apostrofato il collega nerazzurro come “frocio”). Ferrero ha ricordato la squalifica subita quando definì Thohir, presidente dell’Inter, ‘un filippino’, frase per la quale venne inibito per tre mesi oltre a ricevere una ammenda di 10 mila euro. Il presidente della Sampdoria ha poi commentato la prossima sfida dei blucerchiati con il Napoli. “Domenica ce la andiamo a giocare perché secondo me i ragazzi devono capire che quando vogliono vinciamo su tutti. Che vinca il migliore”.

Intanto il Napoli non farà causa sulla squalifica di Sarri: “Il caso Sarri-Mancini fa giurisprudenza, ma il Napoli non farà ricorso”, lo ha detto l’avvocato Mattia Grassani, legale della SSC Napoli, intervenuto a Radio Crc. “La decisione presa da Tosel – continua Grassani – non è stata facile perché ha dovuto giudicare una tematica mai contemplata prima. La vicenda ha una delicatezza fuori dal comune per cui questo caso fa giurisprudenza. Dal mio punto di vista è una decisione nel complesso di buon senso e di equilibrio, Tosel ha applicato le regole”.

“Per ciò che concerne le ammende, – ha continuato l’avvocato della società azzurra – l’atteggiamento insultante non ritenuto discriminatorio di Sarri riveste una gravità maggiore rispetto ad un atteggiamento, quello di Mancini, intimidatorio ed un insulto rivolto al quarto ufficiale per cui i 20mila euro inflitti a Sarri rappresentano un’aggiunta alle due giornate di squalifica e ci sta rispetto alla vicenda del suo complesso”. “Non faremo ricorsi, – ha ribadito il legale del Napoli – la società non mi ha dato mandato perché questa vicenda ha fatto già parlare troppo ed è giusto l’auspicio di Sarri affinché si parli del Napoli solo per ciò che fa in campo”.

Secondo Grassani, “La delicatezza di questa vicenda, anche per il clamore mediatico che a livello mondiale si è generato, è massima e questa corretta amministrazione della giustizia di Tosel serve da monito per lanciare un segnale forte a tutto il mondo del calcio. Due giornate di squalifica e 20mila euro di ammenda non rappresenta una sanzione di lieve entità e l’auspicio, rispetto ad una sanzione che è accettata e sarà scontata, è che si volti pagina senza che la vicenda porti ad ulteriori strumentalizzazioni”.

“La norma che regola vicende del genere esiste – ha detto ancora Grassani – e ha una finalità fondamentale, che è quella di tutelare la libertà di ogni soggetto di aderire a una religione, un partito politico e sposare una scelta piuttosto che un’altra. La vicenda Sarri-Mancini aveva già superato ogni confine dal punto di vista mediatico e rappresenterà per tutti un invito all’autocontrollo perché che siano discriminazioni sessuali o meno, quando capitano queste vicende creano sempre un danno al movimento e al soggetto in questione”. “Ho sentito De Laurentiis subito dopo Napoli-Inter e mi pare che abbia rispettato la decisione degli organi”, ha concluso l’avvocato del Calcio Napoli.

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