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Serie A, Juve anti Napoli per scudetto. Roma flop, Milan ok

ROMA – Campionato italiano di calcio di Serie A, ventesima giornata.

 

La Juventus conquista la decima vittoria consecutiva e si conferma l’anti Napoli nella corsa allo scudetto. I bianconeri hanno vinto 4 a 0 in casa dell’Udinese e si sono portati a due punti dalla capolista Napoli.

Esordio flop per Luciano Spalletti sulla panchina della Roma. I giallorossi hanno pareggiato 1 a 1 contro l’ultima in classifica Hellas Verona e non sono riusciti a schiodarsi dal quinto posto.

Risorge il Milan, cade la Fiorentina. I rossoneri hanno vinto 2-0 contro i viola, che hanno incassato la seconda sconfitta consecutiva dopo quella contro la Lazio, e hanno salvato la panchina di Sinisa Mihajlovic.

La rincorsa continua. La Juventus stravince a Udine, trascinata da un Dybala implacabile e da un Khedira in forma strepitosa. E il poker è servito, nella giornata in cui l’Udinese avrebbe voluto festeggiare in tutt’altro modo la sua prima nel nuovo Stadio Friuli. Salgono così a dieci le vittorie consecutive raccolte dalla squadra di Allegri, rientrata prepotentemente nella lotta allo scudetto. Sorpassata l’Inter, agguanta il secondo posto in solitaria e mette il Napoli nel mirino. Ci mette meno di mezz’ora, la Juventus, a rovinare la festa per il nuovo stadio all’Udinese. Il tempo di fare tre gol e mandare i bianconeri di casa al tappeto, prima del quarto centro di Alex Sandro, che chiude definitivamente i conti, rendendo superfluo il secondo tempo. L’Udinese resiste all’assalto della Vecchia Signora appena un quarto d’ora, tempo in cui non riesce però mai a chiamare in causa Buffon. E’ al 15′ che si blocca la situazione. Badu stende Asamaoah pronto a scappare per vie centrali. Rocchi lo ammonisce e concede il calcio di punizione alla Juventus, in divisa bianco-rosa. Dybala dai 25 metri si rivela un cecchino. Karnezis resta a guardare, immobile, la palla che si insacca sul palo alla sua destra. Passano 3′ e la difesa dell’Udinese si fa infilare per la seconda volta, imbambolata. Khedira è lasciato tutto solo sul secondo palo pronto a raccogliere un cross dalla destra e a incornarlo di testa. L’Udinese è allo sbando. Prova a pressare alto, senza idee e convinzione, scoprendo solo il fianco alle giocate della Juventus. Come al 25′ quando Mandzukic si invola tutto solo in area di rigore. Danilo tenta un recupero disperato ma ottiene solo l’effetto di falciare l’attaccante avversario. L’arbitro non ha dubbi. Assegna il rigore ed estrae il rosso all’indirizzo del difensore bianconero. L’Udinese resta in dieci e Dybala dal dischetto spiazza Karnezis. La Juventus diventa padrona assoluta del campo, capace di fare il bello e il cattivo tempo, senza fare neppure troppa fatica. E così, prima del riposo, Alex Sandro cala il poker con un gran tiro dal limite dell’area, diagonale sul palo. Nella ripresa la gara prosegue sull’inerzia del rotondo vantaggio a favore della Juventus. La squadra di Allegri può giocare con tutta tranquillità, ai ritmi che preferisce. Khedira scatenato mette in difficoltà in più occasioni la retroguardia friulana e la Juventus dà l’impressione di poter pungere ad ogni affondo. La debacle del primo tempo, per il passivo, per il modo in cui è maturata e per l’inferiorità numerica, non lascia scampo all’Udinese. E’ troppo pesante per vedere una reazione decisa e soprattutto efficace dei padroni di casa. Pericolosi solo alla mezz’ora con un calcio di punizione di Lodi che Buffon para con l’aiuto del palo.

Il Verona non vince mai, la Roma non vince più. Nonostante l’arrivo di Luciano Spalletti sulla panchina al posto dello svuotato Garcia, i giallorossi hanno proposto all’Olimpico una fotocopia delle deludenti prestazioni precedenti, incapaci di battere l’ultima in classifica che più volte li ha anche fatti tremare. E ancora una volta l’uscita dal campo si è svolta tra in fischi. “Dobbiamo vincere subito, non ci sono alibi. Le altre corrono” era stato ieri l’appello-ordine di Spalletti, ma l’1-1 conferma che non basta una sferzata psicologica per fare ripartire la Roma, balbettante in difesa, lenta nella manovra e imprecisa in attacco, dove anche oggi Dzeko si è segnalato come il re dello spreco. Il tecnico dovrà lavorare molto per raddrizzare la barca ma domenica c’e’ la Juve che intanto vola e al momento il confronto appare impari. La Roma che in campionato non agguanta i tre punti dal 2-0 al Genoa del 20 dicembre contava di ritrovarsi contro i gialloblù. I tifosi, esortati a loro volta da Spalletti a tornare in massa all’Olimpico per “cominciare insieme la risalita”, non hanno risposto e gli spalti sono apparsi ancora desolatamente sgombri, la spinta alla squadra quasi inesistente. Per cominciare, Spalletti oggi ripristina il 4-2-3-1 della sua prima esperienza nella capitale. Rilancia in difesa Castan al fianco di Manolas, con ai lati Torosidis e Digne. La cerniera di centrocampo è composta da De Rossi e Pjanic, mentre alle spalle di Dzeko sono schierati Florenzi, Salah e Nainggolan, a sorpresa trequartista. Nel Verona di Delneri, votato al 3-4-3, esordio per l’ex viola Rebic in attacco a fianco di Pazzini e Wszolek, un tridente che si è rivelato di difficile gestione per giallorossi. Il primo tempo della Roma non è di quelli da ricordare e l’Olimpico, complice il clima gelido, tace dubbioso. Dopo il nulla in 15′, la prima azione pericolosa è però del Verona, con Wszolek che si invola sulla destra e impegna Szeczesny. Il ritmo dei giallorossi è compassato, niente sangue agli occhi. Dzeko lotta per aprire varchi, Salah e Florenzi corrono ma senza costrutto e la difesa sbanda. Niente di nuovo, ma nel finale due sprazzi giallorossi cambiano il risultato e, in apparenza, le prospettive. Al 40 Dzeko da due passi coglie il palo e sugli sviluppi dell’azione De Rossi scodella di tacco un assist per Nainggolan, che non sbaglia per la sua prima rete stagionale. Al 44′ Salah di testa manda fuori di poco. Risponde però subito il Verona a inizio ripresa, con un uno-due da brividi: prima Wszolek si libera in area e costringe Sczsesny al mezzo miracolo e al 5′ il palo salva il portiere battuto da una conclusione velenosa del croato Rebic. Al nono altro palo, questa volta della Roma, su tiro di Salah deviato da Gollini. Il Verona, ravvivato dall’ingresso di Fares in avanti al posto di Emanuelson, agisce in contropiede e trova il pari su rigore per un dubbio atterramento di Wszolek da parte di Castan in scivolata. Pazzini colpisce la parte bassa della traversa e la palla si insacca. Nella successiva mezz’ora la Roma mantene la pressione ma Salah e Dzeko sbagliano lo sbagliabile e l’ingresso di Iago Falque non incide. Si ricomincia quindi da dove si era lasciato, un punto a partita e intanto le altre corrono.

Di fronte a uno dei tanti candidati alla panchina del Milan, MIhajlovic incassa tre punti e guarda avanti con fiducia. Ma Conte, in tribuna a San Siro, ha visto un Milan pratico, essenziale e cinico. Come il gol di Bacca al 4′ minuto, quando il colombiano “marchia” la partita. Un bel colpo dell’attaccante rossonero che ottimizza al meglio il settimo assist stagionale di Bonaventura: l’azzurro aggancia così Dybala e Insigne nella classifica dei migliori suggeritori.

La Fiorentina non reagisce con veemenza ma con un pos palla che, però, non porta sostanziali vantaggi alla manovra offensiva dei viola. Nella ripresa, a parte un’occasione di Astori, la squadra di Sousa non incide come vorrebero i tifosi della Fiorentina giunti in massa a Milano. Al 75′ è Honda invece ad essere pericoloso: il suo tiro dal limite finisce alto sopra la traversa, una nota che permette di sottolineare l’ottima partita del giapponese. Così come quella di Montolivo, applaudito da San Siro. Una notizia non da poco, visto i rapporti altalenanti tra il capitano e i suoi tifosi. Ilicic, invece, ha deluso quelli venuti da Firenze: Paulo Sousa lo ha sostituito con Babacar, per un finale a tre punte. Dall’altra parte, Mihajlovic regala gli ultimi 5 minuti a Balotelli: l’attaccante torna in campo dopo 4 mesi di assenza, peccato che Conte abbia già lasciato lo stadio quando SuperMario fa il suo ingresso in campo tra gli applausi no-stop del pubblico. Infatti, nello stesso momento, Boateng raddoppia chiudendo così la partita.

Grazie a due reti di un super Pavoletti, alle solite magie di Perotti e al gol d’esordio di Suso il Genoa schianta 4-0 il Palermo, lo supera in classifica e prova a lasciarsi alle spalle definitivamente il periodo nero che lo aveva portato sulle soglie della zona retrocessione. La secondo vittoria consecutiva dopo la trasferta vittoriosa di Bergamo, porta infatti i rossoblù a quota 22, sette lunghezze sul Frosinone ieri sconfitto. Male il Palermo che in attesa del nuovo allenatore Schelotto, oggi in tribuna e spesso in piedi per seguire meglio i suoi futuri giocatori, è rimasto in gara nel primo tempo con una buona reazione dopo la rete al 4′ di Suso, dopo assist di Perotti, ma poi, sopraffatto dai cartellini gialli fioccati per fermare gli avversari, è rimasto in dieci (doppio cartellino per Andelkolvic) ed è crollato. Nonostante la reazione dei rosanero è stato il Genoa ha sfiorare il 2-0 tre volte con Suso, Rizzo e Ansaldi ma le parate di Sorrentino hanno tenuto a galla gli ospiti. Palermo pericoloso nella ripresa con un pallonetto di Lazaar controllato da Perin con l’aiuto della traversa, ma il Genoa tiene il controllo e sfiora il raddoppio con Rincon il cui tiro termina sfiora il lato opposto. L’ingresso di Capel per uno stremato Suso dà maggiore carica ai rossoblù che in due minuti sfiorano ancora il gol prima con Pavoletti poi con Perotti. Capel viene steso da Andelkovic, già ammonito, e quando il Palermo resta in dieci emerge Pavoletti che segna due gol: la nona rete stagionale in tredici gare il centravanti la realizza con un preciso colpo di testa dopo essersi liberato in area, la decima, in chiusura di gara, con una spettacolare rovesciata che finisce sotto la traversa. Nel mezzo la prodezza di Rincon, che oltre a rompere il gioco avversario, a fare lanci precisi di trenta metri, si prende il lusso di segnare la seconda rete stagionale, ancora di sinistro e ancora molto bella, con palla sotto la traversa. Alla fine standing ovation di tutto lo stadio per Perotti, sostituito ed indicato come possibile partente nel mercato di gennaio. Tra le note stonate, vista l’andamento della gara, uno striscione di contestazione che ha accomunato il presidente Preziosi, assente, e il tecnico Gasperini. Per il Palermo da domani inizierà una nuova avventura con Schelotto, che dovrà fare in modo che la sconfitta non pesi troppo in chiave salvezza.

Il Carpi conquista la seconda vittoria consecutiva, entrambe in casa, supera per la prima volta in classifica il Frosinone e alimenta nuove speranze di salvezza. Frena la Sampdoria che fuori casa continua a raccogliere pochissimo. Una bella partita al Braglia con le due squadre che non si sono mai risparmiate e alla fine, al di là della grande voglia del Carpi di vincere questa gara, la sfortuna (una traversa e un palo) ha penalizzato la squadra di Montella che ha trovato sulla propria strada un Belec, portiere di casa, semplicemente straordinario. Samp, senza Cassani (influenza) a trazione anteriore con Cassano al centro del tridente completato da Eder e Correa. Castori conferma invece gli stessi dell’ultima giornata, Al 14′ annullato il gol di testa di Cassano (fuori gioco) sull’assist di Fernando. Carpi in difficoltà nell’arginare la manovra doriana. Al 22′ decisivo il salvataggio di Romagnoli su Eder lanciato a rete dalla una felice intuizione di Cassano. Ancora Samp al 24′ con il doppio miracolo del portiere di casa Belec, prima su Cassano poi in uscita disperata su Fernando. La squadra di Montella meriterebbe il vantaggio e invece subisce il gol del Carpi. Iniziativa di Letizia sulla sinistra, la sua conclusione viene respinta con la palla che finisce sui piedi di Lollo, il quale di destro con un diagonale preciso batte Viviano. Primo gol in A per il carpigiano. Il vantaggio dei padroni dura però solo una manciata di minuti: intelligente assist di Soriano che mette in movimento Correa che dentro l’area con un tocco delizioso fa secco Belec. La Sampdoria potrebbe andare addirittura in vantaggio al 37′ quando da fuori Cassano colpisce in pieno la traversa. La palla rimbalza sulla linea di porta ma la non oltrepassa. Il Carpi si rende pericoloso al 43′: cross di Di Gaudio per la testa di Cofie che però non ci arriva. Si va così al riposo in parità anche se la Sampdoria per quello che ha saputo proporre in avanti avrebbe meritato di più. Nella ripresa parte meglio il Carpi e al 10′ torna in vantaggio. Di Gaudio semina il panico nell’area doriana e Fernando lo atterra. Rigore che Mbakogu trasforma con un rasoterra che spiazza Viviano. E’ il momento del Carpi che va vicinissimo al terzo gol al 14′ in contropiede con Lollo e Mbakogu. Risponde un minuto dopo la Samp con Belec che di piede chiude su Eder lanciato da Cassano. Partita senza un attimo di pausa con la squadra di Montella che deve fare i conti con la sfortuna. Infatti al 18′ Fernando da fuori area colpisce bene ma la palla va a sbattere sul palo alla destra di Belec. E in questi continuo botta e risposta tocca nuovamente al Carpi andare vicino alla marcatura. Contropiede di Lasagna ma a tu per tu con Viviano si vede respingere il suo tiro dal portiere. E ancora Carpi al 25′ questa volta con Mbakogu che supera Viviano ma la sua conclusione viene respinta sulla linea da Silvestre. Risponde subito la Samp e questa volta Belec compie un vero miracolo sul tiro ravvicinato di Muriel. Nei minuti finali il Carpi perde Gagliolo espulso per doppia ammonizione ma riesce a resistere agli ultimi attacchi di una Sampdoria sfinita.

Un tempo per parte e pareggio che più giusto non si può. Finisce 2-2 tra Bologna e Lazio, un risultato che alla fine accontenta tutti, perché maturato al termine di una partita dai due volti. Primo tempo con gli emiliani in completo controllo della gara e ripresa con gli ospiti a farla da padroni. Un punto ciascuno che non migliora sensibilmente le rispettive situazioni ma che consente a Donadoni di tornare a muovere la classifica dopo lo scivolone interno col Chievo e a Pioli di allungare a sette la striscia di partite senza sconfitte tra campionato e coppe.

Una serie, quella laziale, che sembrava doversi necessariamente interrompere dopo l’avvio sprint della formazione di casa. Dopo poco più di un minuto il Bologna era infatti già in vantaggio grazie ad una punizione alla Pirlo di Giaccherini che da 25 metri freddava Berisha (punizione conquistata dallo stesso Giaccherini per un fallo ai suoi danni commesso da Hoedt). La Lazio stordita provava a reagire, ma era ancora il Bologna a rendersi pericoloso ogni volta che superava la metà campo. E il raddoppio, puntuale, giungeva al 18’ grazie a Destro, il più lesto di tutto ad impadronirsi di una palla vagante poco entro l’area (sospetta però la posizione di Gastaldello che forniva l’assist all’ex romanista). Bologna in completo controllo della contesa, tanto che Brighi aveva anche la palla del 3-0, ma non riusciva a sfruttarla.

La Lazio, che fino all’intervallo sembrava in balia di una di quelle giornate in cui non le riesce nulla, aveva invece la forza di ribaltare la situazione nella ripresa. Decisivi i cambi apportati da Pioli nell’intervallo: dentro Klose e Lulic per gli spenti Djordjevic e Parolo. E non a caso proprio il tedesco e il bosniaco confezionavano i gol con cui i romani riagguantavano i felsinei. Al 25’ il 2-1 arrivava su rigore trasformato col cucchiaio da Candreva, ma a propiziarlo era stato Klose (atterrato da Masina che veniva espulso per fallo da ultimo uomo) su lancio di Lulic. Sette minuti più tardi le parti si invertivano: cross di Klose e gol di Lulic (il bosniaco era al rientro dopo aver rischiato un mese fa l’amputazione di un dito per un incidente in palestra). La Lazio, con l’uomo in più ma con le gambe ormai appesantite, provava anche a vincerla. Ma il Bologna, pur stanco, restava in piedi fino alla fine.

MILAN-FIORENTINA 2-0, gol: Carlos Bacca 4′ e Kevin Prince Boateng 87′.
Milan (4-4-2): Donnarumma; Abate, Alex, Romagnoli, Antonelli; Honda, Bertolacci, Montolivo, Bonaventura; Bacca, Niang.
A disp.: Abbiati, Livieri, Calabria, Simic, Zapata, De Sciglio, José Mauri, Poli, Kevin Prince Boateng, De Jong, Kucka, Balotelli. All.: Mihajlovic.
Squalificati: -.
Indisponibili: Menez, Diego Lopez, Rodrigo Ely.

Fiorentina (3-4-2-1): Tatarusanu; Roncaglia, Tomovic, Astori; Bernardeschi, Vecino, Suarez, Marcos Alonso; Ilicic, Borja Valero; Kalinic.
A disp.: Sepe, Lezzerini, Baez, Gilberto, Pasqual, Verdù, Blaszczykowski, Mati Fernandez, Babacar; Rossi. All.: P. Sousa.
Squalificati: Rodriguez.
Indisponibili: Badelj.

GENOA-PALERMO 4-0, GOL: SUSO 5′, Pavoletti 71′ e 85′ e Rincon 75′.
GENOA: 1 Perin; 24 Munoz, 8 Burdisso (cap.), 5 Izzo; 3 Ansaldi, 88 Rincon, 30 Rigoni, 93 Laxalt; 17 Suso, 19 Pavoletti, 10 Perotti.
A disposizione: 23 Lamanna, 32 Donnarumma, 4 De Maio, 9 Bruno Gomes, 13 Gakpè, 15 Marchese, 16 Capel, 18 Ntcham, 21 Pandev, 22 Lazovic, 31 Dzemaili, 77 Tachtsidis.
Allenatore: Gian Piero Gasperini.
PALERMO: 70 Sorrentino (cap.); 6 Goldaniga, 12 Gonzalez, 4 Andelkovic; 77 Morganella, 10 Hiljemark, 24 Cristante, 28 Jajalo, 7 Lazaar; 20 Vazquez, 99 Djurdjevic.
A disposizione: 91 Colombi, 3 Rispoli, 5 Bolzoni, 8 Trajkovski, 11 Gilardino, 15 Cionek, 16 Brugman, 18 Chochev, 21 Quaison, 22 Balogh, 25 Maresca, 97 Pezzella.
Allenatore: Fabio Viviani.

ROMA-VERONA 1-1, gol: Radja Nainggolan 41′, Pazzini 61′ (rigore).
Roma (4-2-3-1): Szczesny, Torosidis, Manolas, Castan, Digne, Nainggolan, De Rossi, Florenzi, Pjanic Salah, Dzeko.

Hellas Verona (3-4-3): Gollini, Bianchetti, Moras, Helander, Sala, Ionita, Greco, Emanuelson, Wszolek, Pazzini, Rebic.

UDINESE-JUVENTUS 0-4, gol: Dybala 13′ e 24′ (rigore), Khedira 18′, Alex Sandro 43′.

Udinese: Karnezis, Wague, Danilo, Felipe, Widmer, Badu, Lodi, Iturra, Edenilson, Di Natale, Thereau.

Juventus: Buffon, Rugani, Bonucci, Chiellini, Lichtsteiner, Khedira, Marchisio, Asamoah, Alex Sandro, Mandzukic, Dybala.

BOLOGNA-LAZIO 2-2, gol: Giaccherini 2′, Destro 18′, Antonio Candreva 69′ (rigore), Lulic 76′.

Bologna (4-3-3): Mirante; Rossettini, Oikonomou, Gastaldello, Masina; Taider, Diawara, Brighi; Mounier, Destro, Giaccherini.

Lazio (4-1-4-1): Berisha; Konko, Mauricio, Hoedt, Radu; Biglia; Candreva, Milinkovic Savic, Parolo, Keita; Djordjevic.

CARPI-SAMPDORIA 2-1, gol: Lollo 28′, Correa 33′, Mbakogu 56′ (rigore).
Carpi: 27 Belec, 3 Letizia, 4 Cofie, 5 Zaccardo, 6 Gagliolo, 8 Bianco, 11 Di Gaudio, 19 Pasciuti, 20 Lollo, 21 Romagnoli, 99 Mbakogu.

Sampdoria: 2 Viviano, 7 Fernando, 8 Barreto, 10 Correa, 13 Pedro Miguel, 19 Regini, 21 Soriano, 23 Eder, 26 Silvestre, 87 Zukanovic, 99 Cassano.

CHIEVO-EMPOLI 1-1, gol: Paloschi 7′, Tonelli 47′.
Chievo Verona: Bizzarri; Cacciatore, Cesar, Dainelli, Gobbi; Pepe, Radovanovic, Castro; Birsa; Inglese, Paloschi.

Empoli: Skorupski; Zambelli, Tonelli, Barba, Mario Rui; Zielisnki, Paredes, Croce; Krunic; Pucciarelli, Maccarone.

Classifica marcatori del campionato di calcio di Serie A, dopo le partite della 20/a giornata.

– 20 reti: Higuain (1 rigore-Napoli). – 11 reti: Eder (3-Sampdoria); Dybala (2-Juventus). – 10 reti: Kalinic (Fiorentina); Pavoletti (Genoa).

– 9 reti: Ilicic (5-Fiorentina); Bacca (Milan). – 8 reti: Paloschi (Chievo); Icardi (Inter); Insigne (Napoli); Maccarone (Empoli). – 7 reti: Pjanic (1-Roma).

– 6 reti: Destro (1-Bologna); Dionisi (Frosinone); Mandzukic (Juventus); Gervinho (Roma); Soriano (Sampdoria); Thereau (Udinese).

– 5 reti: Gomez (Atalanta); Saponara (Empoli); Felipe Anderson (Lazio); Gilardino (Palermo); Salah (Roma); e Quagliarella (1-Torino).

– 4 reti: Giaccherini (Bologna); Borriello (Carpi); Meggiorini (Chievo); Babacar (1-Fiorentina); D. Ciofani e Sammarco (Frosinone); Jovetic (1-Inter); Pogba (1-Juventus); Candreva (1-Lazio); Bonaventura (Milan); Hamsik (1-Napoli); Muriel (Sampdoria); Florenzi (Roma); Floccari (Sassuolo); Baselli (Torino); D. Zapata (Udinese).

– 3 reti: Denis (1) e Pinilla (Atalanta); Mounier (Bologna); Birsa, Inglese (Chievo); Pucciarelli (Empoli); Gakpe (Genoa); Zaza e Khedira (Juventus); Biglia (1), Matri (Lazio); Luiz Adriano (Milan); Allan (Napoli); Hiljemark e Vazquez (Palermo); Dzeko (2-Roma); Berardi (2), Floro Flores e Sansone e Falcinelli (Sassuolo); Belotti e Maxi Lopez (1-Torino); Badu (Udinese); Toni (2-Verona).

– 2 reti: Brienza, Masina e Rossettini (Bologna); Lollo (Carpi); Matos (Carpi); Castro e Pepe (Chievo); Buchel, Tonelli (Empoli); Alonso, Blaszczykowski, Borja Valero e G. Rodriguez (Fiorentina); Blanc (Frosinone); Dzemaili, Rincon e Laxalt (Genoa); Broizovic, Ljaijc e Perisic (Inter); Cuadrado (Juventus); Djordjevic, Keita, Lulic e Kishna (Lazio); Niang (1-Milan); Gabbiadini (Napoli); Goldaniga, G.Gonzalez (Palermo); Iago Falque e Sadiq (Roma); Zukanovic (Sampdoria); Acerbi, Defrel, (Sassuolo); Benassi e Bovo (Torino); Perica (Udinese); Pazzini (1), E. Pisano (Verona).

– 1 rete: Cherubin, Cigarini (1), D’Alessandro, De Roon, Maxi Moralez, Stendardo, Toloi (Atalanta); Donsah, Gastaldello, Mancosu (Bologna); Pasciuti, Di Gaudio, Lazzari, Letizia, Mbakogu e Marrone (Carpi); Dainelli, Hetemaj, Pellisier (Chievo); Krunic, Livaja, Paredes, Zielinski (Empoli); Badelj, Rebic, M. Suarez, Verdu, Roncaglia (Fiorentina); Ajeti, Diakite’, Frara, Paganini, Soddimo (Frosinone); Figueiras, Perotti (1), Suso e Tachtsidis (Genoa); Biabiany, Felipe Melo, Guarin, Kondogbia, Medel, Murillo (Inter); Bonucci, Lemina, Morata, Sturaro e Alex Sandro (Juventus); Milinkovic Savic, e Parolo (Lazio); Abate, Alex, Antonelli, Balotelli, Bertolacci, Boateng, Mexes, Zapata, Kucka (Milan); Albiol, Callejon, Mertens (Napoli); Djurdjevic, El Kaoutari, L. Rigoni, Trajkovski (Palermo); De Rossi, Digne, Iturbe, Maicon, Manolas, Naiggolan, Totti, Rudiger (Roma); Cassano, Correa, Fernando e Ivan (Sampdoria); Falcinelli, Magnanelli, Missiroli, Pellegrini, Politano (Sassuolo); Acquah, Immobile, Moretti, Vives, Zappacosta (Torino); Di Natale e Lodi (Udinese); Helander, Gomez, Ionita, Jankovic, Moras, Pazzini (1), Viviani (Verona).

– 1 autorete: Toloi (Atalanta); Gamberini e Frey (Chievo); Ajeti (Frosinone); La Manna e Tachtsidis (Genoa); Murillo (Inter); Basta e Gentiletti (Lazio); Ely (Milan); G. Gonzalez e Vitiello (Palermo); Manolas (Roma); Moisander (Sampdoria); Padelli e Avelar (Torino); Marquez (Verona).

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